Monti, il candidato ombra

ombra Se fosse coerente con i suoi principi liberali, una volta salito in politica e smessi gli abiti di tecnico super partes, Monti avrebbe dovuto dimettersi dalla carica di senatore a vita e candidarsi in prima persona, affrontando così il giudizio degli elettori. Monti, inoltre, avrebbe dovuto limitarsi a far svolgere al suo Governo esclusivamente compiti di ordinaria amministrazione, ma così non è stato, visto che subito dopo lo scioglimento delle Camere, ha usato il sito della Presidenza del Consiglio per divulgare i punti salienti della sua agenda, ossia il suo programma elettorale.

La nostra democrazia ha già subito un grave ferita, a seguito della nomina di Monti a Presidente del Consiglio, subito dopo essere stato nominato senatore a vita; nomine decise entrambe dal Presidente della Repubblica, senza che Monti si sia mai sottoposto al giudizio degli elettori. Queste nomine hanno, di fatto, trasformato la nostra Repubblica da parlamentare in presidenziale, senza che in tal senso si sia mai espresso il popolo italiano. Oggi Monti ha deciso entrare in politica, accreditando una lista ed un simbolo che riproduce il suo nome, ma senza candidarsi, rimanendo cioè dietro le quinte.

Non si dimette da senatore a vita dunque, non si candida in prima persona alle prossime elezioni politiche, ma rimane sullo sfondo come un “candidato ombra” a condizionare la vita politica italiana, per poi guidare l’eventuale coalizione dei partiti che nel suo nome risultassero vincitori alle prossime elezioni politiche. Niente rischi dunque, solo benefici: Monti continua ad eludere le regole della democrazia elettiva e questo, inspiegabilmente, gli viene consentito, come se l’Italia fosse una Repubblica delle banane.

Il Presidente delle Repubblica, nel suo discorso di fine anno, ha affermato che esistono precedenti in materia di “candidati ombra”, ossia di candidati che, pur presiedendo liste elettorali, sono rimasti dietro le quinte, senza esporsi personalmente al giudizio degli elettori, ma non ne ha citato, esplicitamente, alcuno. La democrazia italiana sta attraversando un momento difficile: c’è da augurarsi che il nostro sistema politico non degeneri in senso involutivo.

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