Montagne e topolini

parto difficile-300x217Montagne e topolini, comunque meglio di niente.

Pian piano, Grillo non solo dice quello che vuol fare: le prime dieci leggi.

E siccome sono le stesse cose che un governicchio appena appena di sinistra farebbe, le vuole targare lui, per far vedere che è uomo del fare.

In fondo ha anche ragione, per tutte le volte che al Berlusca si rimprovera di aver governato e non fatto, altrettanto si può dire alla sinistra, mi sono stufato di centrosinistra e centrodestra, se si vuole usare ancora termini veteropolitici si smetta con centro, che, udite udite, non è MAI esistito. Ma questo è un altro articolo.

Dicevo che pian piano viene fuori la visione di Grillo della società: ecologica, biorinnovabile, con una garanzia di sopravvivenza per tutti (stipendio di cittadinanza) e ora anche con un orario di lavoro ridotto (1200-1300 ore anno), un terzo in meno dell’attuale e lavoro a tutti. Biascicata in modo nuovo è il solito: lavorare meno, lavorare tutti di trent’anni fa.

E Grillo e Casaleggio hanno l’età di trent’anni fa. Niente di male, io ad esempio ho quella di quarant’anni fa. E l’operaio del Sulcis che lavora in miniera ha quella di cent’anni fa.

Ma nessuno glielo spiega, gli dicono solo le conseguenze: a casa. Io credo che le idee vecchie possano avere buone basi, ma forme vetuste.

Ad esempio parliamo di lavoro.

Anche nei tempi andati c’era chi lavorava meglio o peggio, di buona o mala voglia, ma il lavoro era un valore e chi non dava il meglio, trovava scuse. Oggi no. La misura della qualità del lavoro è il compenso. Lavoro mal pagato giustifica poca, scarsa o nulla applicazione.

E inoltre chi dice se il lavoro è ben o mal pagato ? Una volta il confronto tra i lavoratori, oggi il singolo lavoratore. Ergo: la stragrande maggioranza si sente sottopagata (in una società consumistica i soldi, per definizione, NON devono MAI bastare), marginalizzata e quindi giustificata nel lavorare male. Per me lavoro sta per impegno (perciò sostituibile con scuola, impegno sociale, volontariato). Su questo forse Grillo non ha spiegato a sufficienza. Bisogna fissare degli standard e ognuno deve raggiungere gli obbiettivi fissati. Ci mette 5 minuti ? Bene, ha finito, ci mette 15 ore ? Pazienza, peccato per lui.

Così scopriremo che le eccezioni, i geni, sono rarissimi e che è solo una questione d’ impegno e concentrazione, nel lavoro come in tutte le altre cose. E diventeremo meno spettatori e più attori. E questo sì, credo che sia il vero messaggio, almeno per me, di novità (nel senso di riflessione) di Grillo.

Spero che lo sia anche per tutto il Movimento.

Da un movimentista convinto degli anni sessanta: buon Movimento a tutti.

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