Meme, influencer, Instagram, ecco come Bloomberg sta cercando la via social alla Casa Bianca

Di Simona Siri

Due giorni fa sul profilo Instagram @kalesalad, seguito da 3 milioni e mezzo di follower, è apparso lo screenshot di una conversazione tra il titolare dell’account e Michael Bloomberg contenente questo scambio: «Salve Mr. Salad. Puoi pubblicare questo meme per farmi sembrare figo per le prossime primarie democratiche?». Sotto c’era la foto di una insalata di kale (in italia è il cavolo nero, in Usa ormai è ovunque) con questa didascalia: «Michael Bloomberg è come un’insalata di kale: dura e insapore, ma alla fine buona per la tua salute». Lo scambio proseguiva con il titolare dell’account che rispondeva a Bloomberg che la battuta non faceva ridere e si chiudeva con Bloomberg che gli offriva un miliardo per postarla. Tutto molto meta, quindi, dal momento che sotto, nel post vero e proprio, @kalesalad ammetteva che quello era un contenuto pagato dalla campagna di Mike Bloomberg.

Oltre ai 200 e passa milioni già spesi in spot televisivi, oltre ai dieci milioni per quello trasmesso durante il Super Bowl, oltre a chissà quanto speso durante l’impeachment per assicurarsi che tutte le ricerche che si facevano su Google con la parola “impeachment” dessero come risultato un post da lui sponsorizzato che si intitolava «enough is enough», Mike Bloomberg da qualche giorno è sbarcato anche su Instagram. Oltre che su @kalesalad contenuti sponsorizzati dalla sua campagna sono comparsi sugli account di @TankSinatra (2.3 milioni di follower), @WhitePeopleHumor (4.3 milioni) e @FuckJerry (14.9 milioni follower). Quello che questi account hanno in comune, oltre i milioni di follower, è che sono creatori di meme. Il più famoso @FuckJerry è celebre anche per due polemiche che lo hanno riguardato: aver rubato battute a una serie di comici e l’aver fatto da piattaforma social a quel disastro che è stato il Fyre Festival, il mega festival musicale alle Bahamas rivelatosi poi una mezza truffa.

Secondo quanto riporta il New York Times, la campagna di Bloomberg sta lavorando con Meme2020, una società appena fondata che raggruppa i più grossi creatori di meme in circolazione. Lo stratega principale del progetto Meme 2020 è infatti Mick Purzycki che è anche amministratore delegato di Jerry Media, la società di marketing di cui fa parte @FuckJerry. «La campagna, lanciata questa settimana – scrive il New York Times – ha già inserito post sponsorizzati su account Instagram tra cui @GrapeJuiceBoys, una pagina meme con oltre 2,7 milioni di follower; l’account più popolare di Jerry Media, con oltre 13,3 milioni di follower e @Tank.Sinatra, un account con oltre 2,3 milioni di follower. Tutti gli account hanno pubblicato annunci della campagna Bloomberg sotto forma di falsi messaggi diretti del candidato».

Da Linkiesta

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