Mattarella. Il ruggito del volpino

 Mattarella, anima candida, si è innervosito, dicono, per il tira e molla di Matteo e Giggino, quindi ha “mandato” Fico per un incarico esplorativo SOLO in ottica M5S e PD. Ovvero lo ha mandato a schiantarsi, per poi poter passare ad un incarico di “alto profilo” super partes. Ovvero con un colpo di mano non da poco (non dà nessun incarico a chi ha vinto le elezioni, ovvero Giggino e Matteo). Alla faccia della democrazia e del basso profilo del Presidente. Perché è chiaro a tutti che il mandato Casellati era fallito prima di partire, visto che madama più che tentare di “cucire” un governo cercava ministri per FI e il nostro Presidente non mi pare le avesse chiesto di farlo e non glielo ha neppure rimproverato dopo. Ora a Fico dice di guardare solo a sinistra, e anche questo è azzoppare l’esploratore. Poteva dirlo subito che voleva tentare di emulare Napolitano e ci risparmiavamo questi due mesi di burletta. Anche perché i due giovanotti, innervositi, cominciano a  incolparsi a vicenda del mancato dialogo, cadendo nella trappola del volpino, che sarebbe facilissimo disinnescare con un po’ di fermezza e un po’ di piazza, se non bastassero i giornali amici. Oppure molto più semplicemente presentando, una per partito, due bozze di legge elettorale, in cui si smontano le coalizioni, si alzano gli sbarramenti, si votano i partiti con almeno due preferenze. Con ciò, cadrebbero gli inciuci preventivi, gli accordi sottobanco e soprattutto si azzererebbero le segreterie degli zar, Matteo l’altro e Silvio, che esistono, perché fungono da capi bastone, piazzando chi pare a loro in cima alle liste elettorali e quindi garantendosi i voti alle Camere con la paura della non rielezione. Ma di questo nessuno parla, perché?  Il M5S, forse, perché si è reso conto che così come stanno le cose sarà per molto il primo partito e il secondo perché pensa che il partito (FI) è Silvio, che è sempre più vecchio e che ha i cazzi suoi con la giustizia e sempre meno potentati che gli parano il culo. Con 2+1 considerazioni. Le due identiche sono per Giggino e Matteo: con l’aria che tira siamo sicuri che la coalizione di centrodestra non arrivi al 40% ? Non manca molto e forse un “impegno” maggiore al sud da parte degli amici  lo potrebbe realizzare e se va al 40% addio sogni di gloria per i due giovanotti. Il +1 è l’incostanza elettorale degli italiani. Se non vincono molti o se ne vanno al mare o vanno con i vincenti, almeno presunti. Questa presunzione di vincita ha gonfiato le vele dei due il 4 marzo e le potrebbe sgonfiare tra due mesi, soprattutto se il PD si rinnova nei vertici (mandando a casa tutta la nomenclatura) e se a sinistra i cespugli si decidono a fare un unico partito in grado di passare lo sbarramento (anche lì con facce nuove). Per ora siamo al ruggito del volpino, vediamo se i due giovanotti sapranno ridimensionarlo e mandare un chiaro segnale: il vecchio potere è nei loro piani, come il Job Act: da rottamare e quindi tutti i vecchi (e non solo della politica) a casa.

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