Marchionne il gaffeur

MR-BEAN Suppongo che saranno giunte negli uffici della Fiat centinaia di lettere e fax spediti dagli acquirenti di automobili a marchio Lancia, dopo le dichiarazioni del suo amministratore delegato, Sergio Marchionne, a molti apparse improvvide e dannose per l’azienda e per i suoi clienti.

Secondo quanto riportato dalla stampa, l’amministratore delegato della Fiat, fabbrica che produce anche i modelli Lancia, avrebbe dichiarato che quel marchio ha perso il suo appeal.

Centinaia di miglia di proprietari di auto a marchio Lancia certamente saranno rimasti amareggiati e un po’ adirati dalle dichiarazioni di Marchionne: dopo aver speso, infatti, decine di migliaia di euro per acquistare i modelli Lancia, hanno appreso dai giornali che la loro auto è stata “svalutata” dallo stesso produttore; certamente non faranno la stessa scelta, al momento di acquistare una nuova auto.

Credo, oltretutto, che nemmeno i concessionari delle auto Fiat e Lancia siano rimasti particolarmente entusiasti delle dichiarazioni di Marchionne, specie in una situazione di grave crisi del mercato dell’auto come quella attuale: in estate sono crollate, infatti, le vendite di auto a marchio Fiat nel mercato europeo, con una quota di mercato in contrazione.

Nei primi otto mesi dell’anno, le vendite sono diminuite del 17,1 per cento, con la quota di mercato in discesa, dal 7,4 al 6,6 per cento. Il forte calo delle vendite in luglio ed agosto del gruppo Fiat in Europa è dovuto soprattutto al pessimo risultato del mercato italiano: meno 21 per cento in luglio e meno 20,2 in agosto, soprattutto nel settore city car.

Ad agosto, secondo l’Acea, l’associazione dei costruttori, nell’Unione Europea, le immatricolazioni del gruppo torinese sono state 36.422, in calo del 18,2 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, mentre la quota di mercato si è ristretta dal 5,9 al 5,3 per cento. A questi dati negativi si aggiungono quelli relativi alla quotazione del titolo Fiat in Borsa: titolo in sensibile calo.

La canzone dal titolo “Tu vuò fa l’americano”, scritta da Renato Carosone nel 1956, nel testo parla di un italiano che desidera imitare lo stile di vita americano, bevendo whisky and soda, ballando il rock and roll, giocando a baseball, pur rimanendo dipendente dai suoi genitori per motivi economici. Marchionne dovrebbe rileggersi con attenzione quel testo e comprenderne l’attualità. Mi domando se la proprietà della Fiat, oggi rappresentata da John Elkann, quasi un’ombra rispetto al nonno Agnelli, chiederà il risarcimento dei danni, commerciali e d’immagine, subiti a seguito delle dichiarazioni del suo amministratore delegato.

Mi sembra che dopo Firenze, accusata da Marchionne di essere una “piccola povera città”, dopo le polemiche con Della Valle, accompagnate da epiteti da bar, il nostro “americano” sia incorso nell’ennesima gaffe: inammissibile per un uomo che ha grandi responsabilità.

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