Manca ancora poco

Non manca molto al 26 maggio, giorno delle elezioni europee e soprattutto delle amministrative. La visita in città dei leader nazionali non ha radunato folle oceaniche, il che dimostra una certa stanchezza dell’elettorato. Salvini ha riempito piazza Casotti, riunendo non solo i leghisti, ma tutto il centro- destra e ha lanciato la candidatura di Salati, il quale ha ringraziato, devo dire con garbo e non ha aggiunto altro. Nei dibattiti ammette di non conoscere i problemi, ma promette che li studierà una volta eletto. Il Pd ovviamente tifa per lui e teme invece un ballottaggio con la Ognibene dei 5 Stelle. La campagna della grillina è piena di competenza e garbo, ma manca di incisività, non attacca abbastanza la Lega che è il suo vero competitor, perché stanno al governo assieme e anche sulla questione delle mafie a Reggio è stata, per ora, morbida nel ricordare gli anni di Delrio sindaco, Vecchi capogruppo Pd e della moglie di quest’ultimo, dirigente dell’Urbanistica. Dopo aver messo capolista alle Europee, la giornalista Sabrina Pignedoli, autrice di importanti articoli sulla mafia nel reggiano, ci si aspettavano i fuochi di artificio, invece non è scoppiato neppure un petardo.  Anche se la parola d’ordine del Pd, pure dopo il mezzo flop di presenze al comizio di Zingaretti al Parco del noce nero, è: vinceremo al primo turno, si stanno rispolverando gli stendardi dell’Anpi. Vecchi ha dichiarato che con lui si difende la democrazia, insomma Reggio è un’enclave democratica, in un Paese dominato dalla dittatura grillo- leghista. Vecchi argomenti, vecchi slogan per Vecchi, chiediamo scusa per il gioco di parole. Si sa, la sinistra il popolo se lo sceglie: se vota per lei è democratico, altrimenti è fascista. Del resto ora Vecchi è il campione dei nemici di ieri: industriali, Rotary, seguaci pentiti di Berlusconi e di Dell’Utri, insomma una sorta di amnistia togliattiana per i neo-convertiti alla lotta all’impero del male, come lo definisce il pittoresco consigliere De Lucia. Impero del male che comprende tutti gli oppositori del Pd: leghisti, 5 Stelle ed elettori di Alleanza Civica. Annebbiati dai lunghi anni di potere e di impunità rispetto ai disastri compiuti, hanno non solo l’arroganza del potere, ma la presunzione della superiorità politica e morale e perfino religiosa, nonostante in giro per l’Italia li arrestino a mazzi, per vari reati, né più né meno come tutti gli altri, ma a Reggio no. Sono puri? O mancano le indagini? Sono anni che me lo chiedo e un tempo se lo chiedeva anche la stampa cittadina, che ora tace, anzi plaude, ignorando i fallimenti di una classe politico-sindacal-cooperativa che governa da sempre. Basta ricordare tutte le coop di costruzione fallite, i prestiti soci non restituiti, le Fiere fallite, lo scempio del Park Vittoria, i 18 dirigenti indagati su 21 in Municipio, lo scioglimento per mafia di Brescello, il processo Aemilia, ma interrogato, Delrio non aveva visto, non aveva sentito e ovviamente non ha parlato. Ha solo pregato a Cutro alla processione nella festa del Redentore. Restano ovviamente molte incognite: il numero di votanti, percentuali alte dovrebbero favorire il ballottaggio, la percentuale di elettori che cambieranno il loro voto rispetto alle Europee, il gradimento dei candidati e gli effetti del voto disgiunto, che dovrebbe colpire soprattutto Salati, ma che dubitiamo sarà determinante. Infine la presenza di Alleanza Civica, il cui risultato è difficile da valutare, ma sarà più o meno buono a seconda di quanto saprà mobilitare il voto di chi non si riconosce nei poli nazionali, a livello locale e in particolare di quell’elettorato cattolico, che non vota a sinistra, ma ancor meno ama la Lega di Salvini. Un’area non vastissima, ma neppure irrilevante che ha perso il riferimento sia del centrismo cattolico, sia in parte di Forza Italia, ove si mobilitasse potrebbe fare di Alleanza Civica la sorpresa di questa elezione. Anche perché è evidente che la Rubertelli sarebbe il miglior candidato in un ballottaggio contro Vecchi. In casa Pd dicono che Vecchi è vicino al traguardo della maggioranza assoluta, ma in fondo ne dubitano pure loro, mentre per il secondo posto 5 Stelle e Lega manifestano entrambi certezza di arrivarci. Visto che non esistono poltrone per due, uno dovrà essere eliminato dalla contesa e per ora sembra ancora in vantaggio il centro- destra, anche se ormai ha poco senso chiamarlo così, vista l’esiguità della componente moderata.

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