Lo tsunami delle Europee

Diciamolo subito, il risultato delle europee in Italia non si presta ad interpretazioni equivoche. Salvini, più della Lega, ha stravinto raddoppiando i voti delle politiche. Di Maio e i 5 Stelle hanno perso, dimezzando i voti delle politiche e il Pd di Zingaretti pareggia, insomma si rialza dai minimi delle politiche, prosciugando un po’ Più Europa, un po’ la sinistra, anche se la probabile perdita del Piemonte lo cancella dal governo delle Regioni, che fanno il Pil nazionale. Perde Forza Italia che conserva consensi significativi solo al sud e per il partito che si proclama il campione dell’Italia produttiva, non è un bel segnale. Infine sale la Meloni, grazie all’emorragia di Silvio Berlusconi e pure ad una buona e vivace campagna elettorale. Questa è la fotografia delle Europee. Nel pomeriggio il quadro potrebbe ulteriormente cambiare con le comunali, dove bla vittoria della Lega e del centrodestra potrebbe dilatarsi e i grillini sparire dalla scena dei ballottaggi, lasciando il Pd a difendere le sue roccaforti, mentre incombe già a gennaio la partita delle elezioni in Emilia Romagna, la vera Stalingrado di Zingaretti, se il centrodestra vincesse anche lì, la via per Mosca sarebbe aperta. Però, vista la volubilità dell’elettorato, aspetterei a fasciarmi la testa, se fossi nel PD, perché la vittoria oltre agli onori, porta problemi, attese che possono essere facilmente deluse. La situazione economica e finanziaria del Paese richiedono risposte urgenti e serie e il governo grillo-leghista sarà ancor più diviso e rissoso, a meno che Di Maio non si arrenda all’agenda di Salvini. Più probabile che esploda, con tutte le sue contraddizioni e per il Capitano sia più conveniente passare all’incasso. Resta da dire che a parte l’Italia, l’avanzata sovranista è stata contenuta, al netto di un Regno Unito che si appresta ad uscire, mentre è forte il successo dei Verdi. Per quanto riguarda Reggio, è altamente probabile il ballottaggio tra centro- sinistra e centro- destra, anche se tra poche ore ne conosceremo i numeri. Fuori i 5 Stelle, resta una piccola curiosità per i numeri dei civici, che dubitiamo siano tali da sorprendere. Lo Tsunami europeo ha nome Matteo: cinque anni fa Renzi, ora Salvini, al primo non portò vera gloria, ora vedremo se il secondo saprà gestire meglio la vittoria.

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