L’Italia dell’impotenza

 Mancavo dall’Italia da un po’ e anche dai suoi giornali, dalle sue TV, dai suoi blog. Ora, dopo pochi giorni, ho avvertito nella gente  un senso di impotenza che raggiunge livelli preoccupanti. Prendiamo il caso Berlusconi. Nelle sue varie candidature (dalla discesa in campo al discorso del predellino) c’era foga in lui e nelle folle plaudenti e questa foga testimoniava passione, linfa vitale, sangue nelle vene. Anche le sue interviste ( da Vespa a Santoro) parlavano di visceralità, combattività, vita. Questa volta invece è come il suo aspetto fisico: uno zombi. La sua “ricandidatura” puzza di naftalina, le folle sono flebili e gli intervistatori mammole. Si dice”perchè” le domande e le risposte sono strettamente a copione. Si affida al copione, alla recita  chi non se la sente di sprizzare energia, di combattere realmente per le sue idee. Pensate a quando andò da Santoro e se lo “mangiò” con Travaglio come contorno. Non certo con argomenti, ma con i suoi gesti e la sua voglia di fare.  Pensate al Renzi della prima Leopolda e a quello di oggi: da un cavallino scalpitante è venuto fuori un bolso e stanco cavallo da tiro. Che per questo tira e attira sempre meno e anzi, per tirare qualcosa scarica una parte del carico (tutti i pezzi persi nel PD). E non basta: perché oggi il PD è tornato ad essere La Cosa, perché cosa sia non lo sa nessuno e soprattutto non lo dice nessuno, neppure il suo quadro dirigente. Perdita di identità, di linfa vitale, ci si distingue in opposizione e non in proposizione fattuale e vale per tutti. Il M5S balla con i lupi (i 120.000 iscritti che hanno diritto di voto in tutta Italia), i neoleader sono già stufi di essere “meravigliosi” e allora salpano per altre vite (Di Battista) o per altri contenuti (Di Maio che vuol fare la rivoluzione liberale di Berlusconi) o per altri mondi futuri venturi (Casaleggio jr che spiega come sarà il mondo tra 20 anni, inseguendo il mito di suo padre che andava oltre, sempre, senza limiti). La Lega si è “slegata” dal Nord per legarsi di più al paese, ma senza troppi filtri e se la ‘ndrangheta era segnalata già degli anni ’70 a Milano figuriamoci come andrà a finire. I Fratellini d’Italia un giorno si gonfiano perché vanno a spasso con i fratelloni (Casapound) e il giorno dopo si lamentano perché sono stati abbandonati. Non si sono ancora lamentati per gli spari di Ostia e non hanno chiesto il commissariamento del comune. Anche a loro mancano le energie. Non voglio parlare dei giornalisti, da Costanzo (che tira veramente l’anima con i denti) a Fazio che in un decennio è diventato il nonno di se stesso. Vedo tutti come in una ritirata, ma non tumultuosa, anzi lentissima, ma inarrestabile. Come se i lemming fossero gamberi e comunque destinati al precipizio

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