L’idea pazza di Berlusconi e i voltagabbana di contorno

unhate-benetton-italy-germany-berlusconi-merkel-campagna-contro-l-odio-4La stampa si è recentemente sbizzarrita intorno all’idea “pazza” di Berlusconi di chiedere alla Bce, con il beneplacito della Germania, di stampare euro, come fa la Federal Reserve negli Stati Uniti, al fine di aiutare lo sviluppo e di realizzare una politica monetaria unitaria.

In realtà, le recenti affermazioni dell’ex Presidente del Consiglio, relative alla carenza di liquidità sul mercato finanziario ed alla crisi economica internazionale che ha messo in difficoltà molti Paesi, non appaiono irrazionali, ma del tutto plausibili; si pensi, a questo proposito, al fatto che gli Stati Uniti, anch’essi in difficoltà, stanno spronando l’Unione Europea ad una politica meno restrittiva e più di sviluppo.

Nessuno può ignorare che la politica di rigore imposta da Angela Merkel, all’Unione Europea, è concepita solo per portare vantaggi alla Germania. Berlusconi ha giustamente posto al centro delle sue valutazioni, gli interessi dell’Italia, in un contesto che la vede penalizzata.

Trovo davvero triste il fatto che gli altri partiti, che sostengono come il Pdl l’attuale Governo, anziché considerare il succo del ragionamento di Berlusconi, abbiano colto l’opportunità solo per fare dell’ironia, oltretutto fuori luogo. Il professor Angelo Panebianco, in merito al dibattito in corso sull’Europa, con l’equilibrio e l’acume di sempre, ha osservato che per lungo tempo c’è stato spazio solo per due posizioni: l’europeismo acritico e l’antieuropeismo.

Panebianco, a questo proposito, ha scritto: “O si era europeisti e si accettavano supinamente, senza discutere, istituzioni, procedure e politiche generate dall’Unione, o si era antieuropeisti, nostalgici delle sovranità nazionali.

Chiunque fosse convinto del valore della casa comune europea, ma esprimesse dubbi su questo o quell’aspetto dell’integrazione o della filosofia che la giustifica, si vedeva additato come antieuropeista. Ciò ha strozzato il dibattito e ha fatto male all’Europa”.

Prendendo spunto da questa “lettura” laica e per nulla dogmatica dei temi che riguardano l’Europa e la sua integrazione economica, ritengo sia necessario compiere una revisione dei modelli di analisi seguiti finora, partendo dal presupposto che, in materia di politica economica, nessuno è portatore di verità assolute.

Trovo invece del tutto inopportune le affermazioni dell’ex ministro Giulio Tremonti, che ha teso a separare le sue responsabilità da quelle del Governo precedente; Governo di cui Tremonti ha fatto parte e nel quale ha esercitato poteri straordinari, forse eccessivi.

La logica dello scarica barile è sempre perdente e per di più non è dignitosa.

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