Le amazzoni di Berlusconi

amazzoniIsabella Bertolini, dopo aver giudicato Berlusconi, nel 2005, “un grande italiano”, lo ha, nei giorni scorsi, paragonato a Schettino, il capitano della nave da crociera naufragata, indecorosamente, vicino alle coste dell’isola del Giglio.

Nicole Minetti, igienista dentale, divenuta per meriti oscuri consigliere regionale del Pdl in Lombardia, durante una telefonata intercettata ed in seguito pubblicata sulla stampa, si sarebbe così espressa nei confronti di Berlusconi: “E’ un vecchio pezzo di m, ha il sedere flaccido”.

Michaela Biancofiore, parlamentare del Pdl, ha invece liquidato Berlusconi come leader politico, affermando che avrebbe “ceduto alla nomenclatura”.

Anche Mara Carfagna, che “dai Telegatti è divenuta ministro”, secondo Barbara Berlusconi, è stata critica verso il Cavaliere, dopo le sue esternazioni nei confronti dell’omosessualità, affermando: “non è carino scherzare sulle malattie”.

Maria Vittoria Brambilla sembra , invece, scomparsa nel nulla, impegnata com’è a difendere la specie animale, forse anche di più di quella umana.

A difendere Berlusconi, incondizionatamente, sono rimaste solo Mariastella Gelmini e Daniela Santanchè, la pasionaria della prima ora. Chissà perché gli osservatori politici di stampa e televisioni hanno coniato il termine “Amazzoni” per definire le donne politiche più vicine a Berlusconi. Quel che è certo, è che molte di queste amazzoni devono a Berlusconi il loro ingresso in Parlamento, attraverso l’inserimento in collegi sicuri, o l’ingresso nei Consigli regionali, attraverso il cosiddetto “borsino”. Dunque queste donne, impegnate in politica, dovrebbero essere legate da un debito di riconoscenza nei confronti di Berlusconi, ma così non è: forse anche perché alle prossime elezioni politiche, stante la stagione di vacche magre, non è più in grado di assicurare loro la rielezione.

E così il pensiero va alle Amazzoni della mitologia greca, ossia alle donne guerriere delle quali si parla anche nell’Iliade di Omero e nell’Eneide di Virgilio. L’etimologia è riferibile al costume tradizionale attestato dalle fonti mitografiche, secondo cui le Amazzoni si mutilavano la mammella destra al fine di migliorare la propria abilità guerriera, specie nel tiro con l’arco. La pratica, compiuta attraverso l’applicazione di un disco di rame arroventato, veniva eseguita nella prima infanzia, per impedire lo sviluppo del seno e assicurare maggior forza al braccio destinato a tendere l’arco.

Anche il servizio di sicurezza dell’ex dittatore libico era composto esclusivamente da donne che non lo lasciavano mai solo durante i suoi spostamenti all’estero e che furono definite le amazzoni di Gheddafi. Queste amazzoni erano tutte vergini e per poter diventare guardie del corpo di Gheddafi, facevano voto di castità: dovevano inoltre giurare che avrebbero dato la vita per lui e che sarebbero state sempre al suo fianco, notte e giorno.

Nel 1998 una di queste amazzoni è stata uccisa ed altre sette ferite nel corso di un’imboscata tesa a Gheddafi, durante un corteo. La guardia del corpo morta fece scudo con il suo corpo per evitare che i proiettili uccidessero il leader libico. Queste amazzoni però non hanno nulla a che fare con quelle che, fino a poco tempo fa, hanno osannato Berlusconi.

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