L’asse tra Conte e Mattarella che fa paura a Lega e M5S

Il grande vincitore dell’ultimo Consiglio dei ministri di lunedì – Giuseppe Conte – ostenta low profile. Nella giornata del 21 maggio ha mandato un doppio segnale ai due azionisti forti del governo, Luigi Di Maio e Matteo Salvini

A quest’ultimo ha bloccato il decreto Sicurezza bis, trincerandosi dietro i dubbi del Collesulla costituzionalità del provvedimento. Ed è stato inflessibile quando il Capitano voleva imporre a tutti i colleghi ministri di fare l’alba per modificarlo e approvarlo. Con Di Maio, che pure l’ha portato a Palazzo Chigi, non è stato da meno: ha mandato avanti il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, per respingere il decreto che istituisce il nuovo fondo per le famiglie e l’assegno unico per i nuclei più bisognosi, motivando la cosa con l’assenza di una vera copertura. Anche perché il vicepremier grillino vuole finanziarlo con le risorse non utilizzate per il reddito di cittadinanza – si parla di un miliardo di euro – che l’Inps calcolerà non prima di due mesi. Quindi, al momento, quei soldi sono virtuali.

LO SCONTRO VERO È CON GIORGETTI

Nel day after, come detto, il premier ha fatto professione di understatement: «Non mi sento affatto sfiduciato: non dobbiamo leggere sui giornali e sui social affermazioni improprie. I rilievi e le perplessità si affrontano nelle sedi opportune». E non contento, ha mandato a dire ai due dioscuri, quando gli hanno chiesto se Matteo Salvini e Luigi Di Maio continueranno a litigare dopo le elezioni: «Lo escludo perché si tratta di una dialettica elettorale». Anche se da Palazzo Chigi il suo staff ha fatto capire che più dei leader di Lega e Cinquestelle, non ha gradito l’atteggiamento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. Il quale non soltanto sta disertando le sedute del Cdm, ma in un’intervista alla Stampa ha messo anche in dubbio la terzietà del premier. Ed è proprio da qui che bisogna partire per capire che sta succedendo e che cosa potrà avvenire dopo le Europee.

CONTE HA FATTO FALLIRE L’INTESA LEGA M5S SUI DECRETI

Dalla Lega fanno trapelare che Giorgetti, quando ha criticato l’atteggiamento di Conte, non voleva intendere che il premier si schiera con i Cinquestelle, ma lamentare la troppa indipendenza che l’avvocato del popolo sta via via dimostrando, superando quel ruolo di mediatore tra Carroccio e M5S per il quale si è ritrovato a Palazzo Chigi. Contemporaneamente, da due partiti di maggioranza, si fa notare che al Cdm di lunedì scorso «Salvini e Di Maio avevano trovato un accordo per far passare sia il decreto Sicurezza (modificandolo profondamente secondo i desiderata del Quirinale e dei grillini) sia quello per la famiglia. Ma a bloccare tutto è stato Conte».

IL TIMORE DI GRILLINI E LEGHISTI PER L’ASSE COLLE – PALAZZO CHIGI

Già in passato – come dimostrano la trattativa in Europa sull’ultima manovra o alcune nomine – il presidente del Consiglio non soltanto aveva dimostrato libertà di movimento, ma anche di essere più sensibile alle richieste del Colle e della Ue che a quelle dei partiti che gli hanno votato la fiducia. Così, a pochi giorni dalle Europee, leghisti e grillini temono che sia rinato lo stesso asse tra Palazzo Chigi e il Quirinale, che non avrà una maggioranza in Parlamento, ma che a differenza di Di Maio e Salvini gode di maggiore autorevolezza in Europa come tra le imprese. E che dopo il voto – con i nodi e una manovra da 40 miliardi di euro che verranno al pettine – potrebbe essere l’unica garanzia per l’Italia per uscire dalla crisi.

Da Lettera 43

 

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