La virtù vilipesa

Di questi giorni sui media si notano due cose : la “resurrezione” dei politici del centrodestra e la loro dura condanna per le “ingerenze” straniere nella vita politica italiana.

Partiamo dalla seconda parte, tutti questi signori si chiedono come molti, in primis i tedeschi, si permettano intrusioni che sminuirebbero la nostra sovranità popolare. E sottintendono che qualcuno glielo permette e comunque loro saranno sulla riva del Piave a fermare gli orridi barbari. Una prima considerazione è che se loro possono affermare, anche gli altri sono liberi di farlo (ma loro non sono adusi al dibattito, piuttosto al monologo, come il capo insegna). Punto secondo : nella misura in cui si chiede a qualcuno di pagare i conti del nostro viver da cicale, sembra normale che le formiche dettino le nuove regole. Punto terzo : se si parla di Europa dopo aver detto che sarebbe normale stampare euro in proprio e poi che un ritorno alla lira non era una idea peregrina e che lo spread è solo uno spaventa fessi, sembra normale che l’Europa e soprattutto il PPE si interroghino se vogliono far combriccola con questi personaggi o non preferiscano dissociarsi.

Il dubbio è che questi “riemersi” continuino a trattarci da sottosviluppati, e giochino sulla nostra corta memoria. Ma la cosa più preoccupante è che abbiano questa foga xenofoba, che attinge dalla storia un mai sopito spirito antitedesco. Tutto questo fa ricordare gli scimmiottamenti da operetta degli anni venti, con identici atteggiamenti di sfida e buffe mossette. Allora venne un vero disastro, ora soltanto una pagliacciata auto giustificativa, ma sarà sempre la prova generale per verificare la credulità nazionale, che pavento alta.

Quest’ ultima affermazione mi riporta alla prima parte del ragionamento, ovvero la nuova auto legittimazione a parlare, ad affermare. Questo è un punto interessante : sino a che Monti governava (con il loro appoggio) hanno fatto esercizio di democrazia (passo indietro, responsabilità verso la nazione, candidature per le primarie del rinnovato partito, creazioni di correnti interne, ecc…), quando il capo ha staccato la spina, oplà tutto finito, tutti quanti quelli che per farsi vedere avevano pigolato qualche velata e sommessa critica a sua bassezza, si sono riallineati e hanno gridato contro i malevoli notisti che avevano messo zizzania.

Trovo tutto questo uno spettacolo indecente che mi ricorda uno slogan del ’68, che ora non ricordo tanto bene, so che recitava di carogne e di fogne. È un tantino esagerato, certo, ma perché il cattivo gusto e l’esagerazione dovrebbero restare di loro totale esclusività ?

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