La vicenda Lombardia e i furbetti del quartierino

furbetto-volpe-300x263Se la decisione di “defenestrare” il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, era già stata presa, come i fatti lasciano intendere, perché è stata convocata una conferenza stampa, per affermare che la legislatura regionale si sarebbe conclusa secondo i tempi naturali previsti, ossia nel 2015?

La vicenda Lombardia rischia di screditare sia Maroni che il segretario del Pdl Angelino Alfano, entrambi presenti alla conferenza, insieme all’inconsapevole defenestrato.In tale occasione il segretario della Lega, Roberto Maroni, ha dichiarato che la Lega non chiedeva un’interruzione traumatica della legislatura regionale, ma solo un azzeramento della Giunta in carica. Chiedeva cioè un forte segnale di discontinuità rispetto alle eventuali responsabilità soggettive di un assessore, responsabilità tuttora al vaglio della magistratura, ma non un arresto dell’esperienza amministrativa. Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, a sua volta, ha dichiarato che non aveva alcun senso arrecare danno ai cittadini lombardi, privandoli, anticipatamente, di una buona amministrazione, pur nella necessità di profondi cambiamenti. Trentasei ore dopo, all’indomani della riunione del Consiglio federale della Lega Nord, Maroni ha cambiato le carte in tavola chiedendo elezioni regionali anticipate.

Il Pdl, da parte sua, si è ben guardato dal mettere in discussione gli accordi raggiunti con la Lega in altre regioni, come il Piemonte ed il Veneto, ma si è limitato, sempre per bocca del suo segretario, ad affermare che sarebbe stato inutile continuare a sostenere il Governo regionale della Lombardia attraverso l’accanimento terapeutico e che spettava a Formigoni decidere la data delle prossime elezioni regionali, ossia scegliere in che modo uscire di scena. Il tutto rischia cioè di apparire, all’opinione pubblica, come “una furbata” posta in essere da politici bugiardi. I furbetti del quartierino sono dunque tornati a colpire, anche nell’ambito politico?

Credo che ne’ la Lombardia, ne’ l’Italia, abbia bisogni di questi furbetti. Un dirigente della Lega stessa, all’indomani del Consiglio federale, avrebbe dichiarato: “Si è arrivati al capolinea in modo sgangherato, contro gli interessi di tutti”. Per comprendere l’umore di Formigoni è sufficiente leggere la sua ultima dichiarazione in ordine di tempo: “Non è necessario essere candidati per partecipare a una battaglia politica. Io sarò in campo per rendere l’onore di 17 anni di buon Governo”.

Sullo sfondo dunque si intravede la possibilità della presentazione di una lista civica guidata da Formigoni, che non è detto sostenga il nuovo candidato del Pdl. Un finale largamente prevedibile, visto che la crisi della Regione Lombardia è stata gestita, politicamente, nel peggior modo possibile.

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