La sinistra e le banche

Bersani Mussari-210x300Le banche italiane avranno il portafoglio a destra, ma i banchieri hanno certamente il cuore a sinistra.

Qualcuno si chiede se abbiano un cuore, domanda non priva di fondamento, però di sicuro hanno un cervello e sanno che a sinistra non solo si rischia meno, ma addirittura li amano.

Anche loro hanno scoperto che è meglio cenare con i banchieri, che con una commessa della coop, con la quale semmai puoi andare a letto, ma non in barca o a Capalbio.

La notizia più fresca di questo rapporto è che Fassino, attuale sindaco di Torino, si è fatto una vacanza in barca con il presidente d’Intesa, “Abramo” Bazoli: la barca, di nome Electa, come i politici e i banchieri di sinistra, è un veliero di 40 metri, i giornali ossequiosi non dicono di chi sia la proprietà, ma scommettiamo che si tratterà di un ricco progressista.

Finalmente Fassino ha capito che non bisogna chiedere se abbiamo una banca, perché il Pd le ha tutte, a cominciare da Intesa, il maggior azionista è infatti la Fondazione S Paolo, presieduta dall’ex sindaco Chiamparino, mentre Bazoli e Guzzetti ,maitre del cattolicesimo progressista, occupano la Fondazione Cariplo. Profumo presidia Mps (quel che ne resta) e Palenzona Unicredit.

Insomma, ovunque ti volti, trovi un piddino installato in una banca: Bassanini alla Cassa Depositi e Prestiti, Cabras alla Fondazione Banco di Sardegna, che siano Fondazioni o banche piccole o grandi, i politici Pd o gli uomini di area, sono presenti. Magari si accusano tra loro di intelligenza col nemico, attaccano le banche che non fanno credito e i finanzieri d’assalto, ovviamente mentre visitano gli stand dove si frigge lo gnocco.

Poi a Milano Renzi, che è il più trendy, incontra Vitale, MIcheli e Serra, cioè la finanza buona, mentre gli altri continuano ad incontrare i soliti vecchi banchieri ottantenni, sopravvissuti alla prima, seconda Repubblica ed entrati appunto a vele spiegate nella terza.

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