La salita del professore

salitaViene da chiedersi cosa lo abbia spinto a salire in politica, visto che stando fermo, sarebbe probabilmente stato richiamato in servizio, quando dovremo chiedere gli aiuti all’Europa.

Va bene che così potrebbe andargli di culo, se il Cavaliere tenesse Sicilia, Veneto e Lombardia, impedendo la vittoria di Bersani al Senato.

Resta il fatto che sarà un’arrampicata dura, perché gli attribuiranno tutte le tasse, anche quelle del governo Berlusconi o le addizionali dei sindaci progressisti.

Gli rimprovereranno i compagni di strada Fini, Casini e i loro seguaci.

Poi le accuse di essere servo dei banchieri, servo dei padroni, servo della Merkel, insomma da uomo dei poteri forti a loro maggiordomo.

Mi fermo, ma l’elenco sarà più lungo, né lo aiuteranno le preci dei vescovi italiani, sono meno ascoltati di Antonella Clerici, né il richiamo alla verità dei numeri: gli italiani amano non vedere e poi questa idea del merito che sostituisce la raccomandazione e l’intrallazzo, non ha molti estimatori.

Non parliamo poi dell’etica dei doveri nella patria dei diritti, è roba da vecchio Partito Repubblicano, in quanto a consenso.

Eppure detto questo, che lo abbia fatto per follia, ambizione o amore conta poco, conta che tra i soliti noti vi sia un candidato di valore, magari un po’ snob, ma meglio del bordello berlusconiano e pure dell’idea cattocomunista, che il merito vada livellato, che il guadagno vada stratassato, insomma che gli alberi, siccome non crescono tutti alla stessa maniera, vadano livellati con la motosega.

E’ vero, ha come compagni vecchi politici, ma pdl e pd li candidano a premier, dopo aver spedito a casa Renzi e Alfano, con stile diverso e uguale sostanza.

Certo ha avuto un occhio benevolo verso le banche, infatti ha usato il provento dell’Imu per salvare il Monte dei Paschi, portato al disastro dagli amici del Pd.

La sua agenda è perfettibile, ma esiste ed è credibile, aspettiamo quelle degli altri leader.

In conclusione, pur vedendone i limiti la candidatura del professore offre ad un pezzo d’Italia la possibilità di andare a votare, sarà forse una parte minoritaria, ma esiste e da oggi ha un’alternativa all’astensione.

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