La rabbia dei pirla

lavoratoriQuando voglio capire come vanno le cose nel mondo del lavoro, dopo aver letto e ascoltato fiumi di chiacchiere, prendo il telefono o il treno. E vado a trovare un po’ di amici che vivono in giro e che sono dirigenti di piccole o medie imprese, piccoli imprenditori o artigiani. Due cose hanno in comune, che sono piccoli, nel fatturato ed ora anche negli stipendi o nei guadagni e grandi nella passione per il lavoro e per le loro aziende.Politicamente non contano nulla, se conoscono qualcuno che fa politica, è perché magari ci sono andati a scuola insieme. Nelle loro associazioni di categoria o sindacali, o non sono più iscritti, o non frequentano. Sono a metà del giro, questa volta ho preso il treno ed ho la netta sensazione che ora abbiano una nuova caratteristica comune: la rabbia.

Non ne possono più: delle banche che non mollano un quattrino, delle leggi che cambiano ogni giorno, della crisi che non permette neppure di adeguare lo stipendio all’inflazione, del lavoro che si potrebbe fare, ma che viene bloccato tutti i giorni da una burocrazia stupida e rapace o da normative fatte solo per giustificarne l’esistenza.

Direte: devi conoscere dei cretini, ormai è un decennio che siamo in queste condizioni e da tre anni la crisi è dura e pesante. No, non sono cretini, ma ora vedono il baratro. Loro non hanno mai gridato al lupo al lupo, neppure ora, ma sanno che stavolta si salta e neanche fra tanto tempo. Anche con Monti lo scollamento tra i quartieri alti e il paese reale, pur diminuendo,  è ancora insopportabile.

Si fa quasi fatica ad andare all’estero per fare contratti ed esportare, ci si va con i voli low cost e con le combinazioni volo+auto+albergo dei last minute. Non è divertente, se ti becchi un no secco ti sei giocato un pezzo non piccolo del tuo budget commerciale. Se sei un dirigente ,sei costretto a fare la carogna, per smagrire l’organico e far sopravvivere l’azienda per cui lavori e non è bello guardare in faccia i figli, sapendo che hai licenziato un padre di famiglia. Magari uno stronzo, uno che non ha voglia di lavorare, ma pur sempre un padre.

Ci si incattivisce, si diventa rabbiosi come cani, soprattutto quando vedi gli stipendi che prendono i dirigenti di Stato, Regioni e Comuni, i più alti del mondo. Assegnati per raccomandazione, fottendosene del merito, a parenti o politici trombati. Guardandoli mentre ti ridono in faccia capisci che sei solo un pirla.

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