La Patrimoniale no, non l’avevo considerata

 Da dopo le elezioni si è scoperta la povertà, a dire il vero se ne era parlato a lungo anche in campagna elettorale e tutti avevano offerto denari per risolverla. Però ora anche i neo-liberisti l’hanno scoperta, dal Pd al Fondo Monetario. Il problema dell’impoverimento del Paese esiste e riguarda un po’ tutto l’Occidente. Se la torta è unica e un miliardo e mezzo di persone in più si invitano al pranzo, è chiaro che le fette diventano più sottili, poi tutti questi lavoratori, complice appunto la globalizzazione, tengono bassi i salari e dove non c’è eccesso di manodopera a tenerli bassi, ci pensano le macchine. In rozza sintesi: la globalizzazione e il turbo capitalismo hanno fatto salire la ricchezza mondiale,  dato da mangiare a quasi due miliardi di persone in più, che però rimangono povere e impoverito milioni di persone che prima vivevano meglio, perchè gli altri vivevano peggio. Detta così potrebbe anche andare, se tutti quelli che mangiavano un pollo, oggi ne mangiassero mezzo e chi non ne mangiava nessuno, oggi ne avesse mezzo. Questo però sarebbe socialismo, non turbo capitalismo, infatti il problema è che I ricchi, diventano sempre più ricchi e percentualmente meno numerosi e i poveri aumentano di numero diventando sempre più marginali, mentre il ceto medio in gran parte scende e in pochi salgono. Dice il Fondo Monetario che in Italia il 20% più ricco della popolazione detiene il 60% della ricchezza e il 20% più povero solo lo 0,6. Crescono le distanze, ma non solo, la globalizzazione ha portato all’esplosione del debito, quello degli stati e quello dei privati e anche i debiti gravano sui meno abbienti, insomma un disastro. La ricetta del FMI, uno degli artefici del disastro, è di aiutare i poveri, tagliando le spese e tassando gli immobili e la ricchezza mobiliare. Insomma, una patrimoniale seria, robusta, non quella truffetta dei bolli escogitata da Monti. Se vogliamo parlare seriamente del problema, l’unica cosa da non fare ora è la patrimoniale, cioè rendere poveri anche i ricchi, rinviando I problemi. Che una forma di reddito a chi non ce la fa, a chi ha perso il lavoro, alle famiglie numerose sia necessario è evidente, ma in un contesto di riordino della spesa pubblica e di quella per il welfare. Una forma universalistica presuppone la cancellazione di tutte quelle erogate oggi, presuppone una radicale riforma delle politiche attive del lavoro, forti investimenti sulla scuola e la ricerca, minori tasse sui salari e sulle imprese, il taglio di burocrazie e burocrati. In una parola, far funzionare il Paese, abolendo anche le rendite di posizione, insegnanti che fanno gli architetti, medici in pensione che lavorano in convenzione ecc.. .Controllo del lavoro nero e contrasto forte all’evasione, non tanto con la galera, ma con la sospensione delle licenze di esercizio e sequestro cautelativo dei beni. Rimesso ordine in casa, riportato il bilancio in pareggio, si può pensare ad una patrimoniale a base larga e aliquota bassa per tagliare il debito, solo allora avrebbe un senso, farlo prima serve unicamente a comprare tempo. Sarebbe come fare un aumento di capitale in una società che continua a perdere, dopo poco ce lo saremmo mangiato. Ricordo inoltre che I patrimoni accumulati onestamente, sono già stati tassati all’atto della loro formazione e continuano ad esserlo anche dopo. Diverso il caso delle rendite finanziarie, come le cedole su azioni e obbligazioni, che possono essere tassate più del 26%, in Francia credo sia il 33% o ben più del 12,5% come nel caso di titoli di stato e assicurazioni. Corretto pure introdurre una tassa sulle successioni, oggi grava al 4% di fatto solo sugli immobili, essendo I soliti titoli di stato esenti anche oltre il milione di euro. Le eredità sono una rendita, non un frutto del lavoro. Insomma, prima di mettere le mani nelle tasche dei cittadini, i demagoghi vecchi e nuovi farebbero bene a metterle nei conti dello Stato. Solo allora potrebbero avere titolo per chiedere soldi ai loro amministrati, opporsi a nuove patrimoniali non è egoismo, ma semplicemente serietà, quella di opporsi ad una politica che ha reso lo Stato straccione e per nulla credibile. Certo anche I ricchi devono piangere, ma dopo averlo visto fare a furbastri, profittatori, evasori, malviventi e corrotti, prima sarebbe solo da pirla, oltre che inutile.

Commenti

Commenti

Lascia un commento