La manovra di Renzi

manovra-di-heimlich Restituire un po’ di denaro ai lavoratori e tagliare di un 10% l’irap è giusto, anche se si tratta di manovra furba e col “trucco”. Giusto dare un segnale d’ inversione, anche se ci paiono fantasiose le ipotesi di un aumento dei consumi, così come per l’occupazione avrà più effetto la nuova norma sull’apprendistato, del taglio dell’irap. Del resto il lavoro non si crea per decreto, ma facendo ripartire il Paese. Perché manovra furba? Perché si basa certo su tagli alla spesa, la cui entità sarà comunque incerta fino alla fine, mentre è sicuro l’aumento del debito pubblico, attraverso l’aumento del rapporto deficit pil dal 2,6% al 3% circa. Da un lato favorisco i lavoratori dipendenti, dall’altro indebito tutti gli italiani, mentre per gli autonomi resta solo il debito, oltre alla totale assenza di garanzie.

Per quanto riguarda poi l’irap, le coperture vengono trovate nell’aumento al 26% delle tasse su dividendi e capital gain, in linea con l’Europa, peccato che nel resto d’Europa non esista la patrimoniale del 2 per mille sul capitale, già tassato all’atto della formazione e che si paga anche se il capitale diminuisce. L’aumento al 26% delle tasse sulle obbligazioni, contro il 12,5% dei titoli di Stato scarica maggiori oneri finanziari sulle imprese, togliendo i benefici della riduzione dell’ irap, almeno per le grandi che emettono bond, ma in futuro anche i minibond emessi dalle piccole.

Come si vede, la manovra è furba, anche senza considerare che agli Enti Locali è stato consentito il “diritto di saccheggio”. Confidiamo invece che prosegua più celermente il processo di razionalizzazione e modernizzazione del Paese, in quel caso si potrà perdonare al governo Renzi questo eccesso di furbizia e demagogia.

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