La fine di Berlusconi

vauroberlusconiHanno ucciso il prode Silvio, chi sia stato non si sa, forse il tribunale di Milano, forse la sua incapacità, si potrebbe cantare, parodiando gli 883.

I tribunali hanno sostituito il Gran Consiglio e decretato la caduta dell’uomo che ha governato di fatto l’Italia negli ultimi vent’anni.

Ora, siccome il governo Letta assomiglia di più a quello di Badoglio, che a quello di De Gasperi, ci attende una fase di “guerra civile,” come dichiara Bondi in un attacco di servilismo, impastato di paura della fine; attacco che ha preso tutta la nomenclatura del PDL, del resto se il fascismo era Mussolini, il PDL è Berlusconi, il resto sono chiacchiere.

I vari Pavolini urlano dalle TV che bisogna andare alle elezioni, ma senza Berlusconi, impossibilitato a candidarsi e a svolgere la campagna elettorale, sarebbe un massacro.

Berlusconiinmanette

Ora chi non ha mai seguito la chimera del Cavaliere (a proposito, perderà anche il titolo), non ha difficoltà a riconoscere in primo luogo che non si è trattato di un buffone, ma di un politico di prima grandezza, anche se come governante si è rivelato mediocre e in secondo luogo che la Magistratura ha mostrato nei suoi confronti uno zelo e una efficienza a dir poco sospetti, riuscendo a liquidarlo, cosa che ai suoi avversari politici sarebbe riuscita solo nel caso di sua dipartita.

Alla sconfitta contribuisce anche la sua incapacità di riformare l’Italia e la giustizia, se avesse realizzato un vero programma liberale, si sarebbe trasformato in statista e cambiare il Paese avrebbe cambiato lui, il clima e la Magistratura.

Invece la scelta di governare avendo sempre l’occhio agli interessi personali, senza tagliare i nodi gordiani dell’Italia, ha indebolito il Paese e alla lunga anche lui.

La Magistratura ha potuto affondarlo quando il suo peso politico, interno ed internazionale era già ridotto ai minimi termini. Nell’ultima campagna elettorale si era salvato in corner, soprattutto per la pochezza non tanto del PD, quanto di Bersani, ma aveva perso di brutto.

Ora sarebbe bene che Napolitano mandasse al voto gli italiani nella prossima primavera, questo governo non ha fatto finora nulla e può fare solo peggio, anche perché il problema non è avere un governo, ma sono le cose da fare.

Se Renzi vincerà, bene, vedremo se sarà un Berlusconi giovane o uno statista, nel frattempo la destra consumerà la sua crisi e nel tempo tornerà a vincere, come è successo ovunque: in Germania, Francia, Inghilterra e Spagna, dopo la morte del padre nobile, come furono Kohl e De Gaulle.

Molti sono utili, nessuno è indispensabile.

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