La fiera delle occasioni perdute

canarfam1Parlare delle Fiere di Reggio Emilia vuol dire parlare del fallimento di un’intera classe dirigente politica e imprenditoriale, o pseudo tale. Che Reggio sia sempre stata governata da una classe politica mediocre lo si capiva anche negli anni del Partito Comunista trionfante: la vicina Modena forniva sindaci a Bologna,come Imbeni, presidenti alla Regione, come Turci e alla cooperazione, Reggio forniva voti.

Questa mediocrità, unita ad un alto tasso di provincialismo, ha prodotto una pletora di società dalla vita mediocre: un aeroporto da cui non è mai decollato nulla, una fiera, leader nella mostra del canarino. Ora la cosa non sarebbe grave, se per raggiungere un così alto risultato, non si fosse fatto un buco di 18 milioni di euro, nonostante concessioni edilizie negli anni della ubriacatura immobiliare. Dove siano finiti, esattamente non si sa, di certo hanno alimentato il percorso affaristico- clientelare che ha arricchito alcuni ed ha rafforzato e garantito il consenso elettorale; che sia ruberia, clientela o tutte e due le cose, per i reggiani cambia poco. Da Fiera delle occasioni perdute a Fiera delle beffe, sempre sberle sono.

Quando le nomine della Camera di Commercio sono passate dal governo alle categorie produttive, le cose sono addirittura peggiorate, anche perché le associazioni di categoria sono spesso dirette dagli esponenti del sistema delle porte girevoli: partito, sindacato, cooperazione, associazioni di categoria “vicine”. Anche quelle professionali non hanno brillato per qualità e attenzione, così Ifoa ha perso il terreno acquisito e le fiere sono rimaste chiuse nel loro quartiere, mentre Parma e Modena davano segni di vitalità, per non parlare di Bologna e Milano. Però Milano dov’è? Mistero, per una classe dirigente che non ha mai superato Pieve Modolena, che non si è neppure accorta che da noi esisteva la ‘ndrangheta  che trasportava, costruiva, supponiamo  senza permessi.

Ora la Dia ha arrestato un costruttore e sentito il sindaco- ministro Delrio, qualche altro politico minore e la dirigente dell’ufficio urbanistico, non come persone informate dei fatti, ma per informarle dei fatti, cioè che la mafia esiste. Non è un fenomeno paranormale, come ci stanno raccontando da anni con la favola bella della Città delle Persone, dove, in mancanza di indagini, mancano anche i reati. La favola bella della Città del buon governo, delle tre esse: suini, soldi, sesso. Prima sono scomparsi i suini, pazienza, inquinavano, poi i soldi, pazienza, non danno la felicità, è rimasto il sesso, ma serve per comprare il pane, altrimenti, come la poesia, non riempie lo stomaco.

Alla Fiera di Mancasale non si sono neppure accorti dell’expo milanese e ora, finiti i soldi, si sono dimessi tutti, affidando la reggenza ad un bancario in pensione: brava persona, per carità, ma non sapevamo facesse miracoli. Nel frattempo, vista la malaparata, dapprima se n’è andata la fiera del suino, poi quella del cavallo e anche il canarino aspetta l’occasione per filarsela.

1 comment for “La fiera delle occasioni perdute

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.