La fiera delle balle

fiera-dellest  Dopo aver deliberato, come atto ineluttabile, la liquidazione dell’ Ente Fiera, con una perdita di 27 milioni di euro, i consiglieri del Pd si sono parati il posteriore, invitando il sindaco e il Tribunale di Reggio Emilia a proseguire l’attività e a mantenere i posti di lavoro. Sapendo benissimo che il liquidatore deve solo chiudere la baracca, non certo compiere atti di ordinaria amministrazione. Bruciato l’arrosto, cioè i soldi dei contribuenti, hanno venduto il fumo a dipendenti e cittadini, al grido di Varotti, Varotti, rendici la nostra Fiera! Non una parola sui protagonisti del dissesto, non una parola sulle ragioni del medesimo. Anche la tempistica è stata scelta con un consulente di marketing, chiudere appena apre l’Expo e chiedere al liquidatore, ancora non nominato, di cogliere le opportunità dell’Expo. Una pochade degna della commedia napoletana, se non fosse che costa a tutti noi 27 milioni di euro. I guai della Fiera iniziano con l’acquisizione di aree e si concluderanno con le stesse aree che all’asta saranno acquisite da qualcuno che ci guadagnerà, magari  qualche cooperativa della Lega, cosi il cerchio si chiuderebbe, con buona pace di tutti. Il fallimento delle Fiere non è il primo, pensiamo al mancato decollo dell’aeroporto, oggi sul punto di divenire arena degli spettacoli, in assenza di pane, almeno la festa dell’Unità. Pensiamo allo stentato vivacchiare di Seta,  di Iacp, per non parlare di vere “bufale” come “Reggio nel mondo”. Dal camino esce fumo, mentre incendi veri coinvolgono pezzi importanti dell’economia reale, Mancasale è un rosario di capannoni chiusi, le piccole aziende muoiono in gran numero e non è che i bilanci delle grandi, con poche eccezioni, godano di grandissima salute, oltre a presentare preoccupanti livelli d’ indebitamento. Per non parlare delle grandi cooperative, un paio già fallite, almeno altre tre sull’orlo dell’abisso, in questo caso è sparito in parte significativa  il prestito soci, ovviamente nel silenzio di un sistema, che ha anestetizzato troppi, con la sua tentacolare penetrazione. Il Pd sta cambiando natura, non sappiamo se moriremo democristiani, di certo non moriremo comunisti, ma le nuove classi dirigenti non solo mancano di una risposta alla rivoluzione globale, mancano pure della capacità di lettura. Vengono lanciate armi di distrazione di massa, come il nuovo Palasport, mentre si tace sui lavori fermi al Park Vittoria, fermi non si sa, se per antiche rovine o antichi crediti, di certo, come alla stazione dei treni, hanno trovato l’acqua. Quando smontarono i ponteggi alla stazione, scoprimmo una Chinatown, siamo curiosi di vedere la sorpresa dell’uovo di Pasqua di Park Vittoria. Colpevoli? Nessuno. Reati? Nessuno. Indagini?Nessuna . Intercettazioni? Nessuna. Mafie? Residenti a Reggio, operanti altrove. Mafie cinesi, africane e dell’est? Da scoprire nei prossimi vent’anni. Poi il capogruppo PD, Capelli ,dice che sono le opposizioni a non essere all’altezza! Ha ragione, ma anche la maggioranza vola basso, almeno sotto il livello dei radar, infatti è invisibile, per questo l’opposizione è trasparente. Chi non è trasparente è l’amministrazione, ma è normale, il potere non lo è mai, soprattutto quando pensa di essere intoccabile. Agli intoccabili cala la fantasia e cresce l’arroganza. E Reggio? E’ancora “una grassa signora col culo sul piano padano e il seno sui colli”.

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