La FIAT e l’inettitudine dei politici

14 Logo Tennistavolo Savigliano mail Comune di SaviglianoMentre i leader politici continuano a giocare a ping pong con la riforma della legge elettorale e la riduzione delle Province, il mondo va avanti, anzi sarebbe meglio dire che va indietro.

Ci riferiamo al fatto che la Fiat si appresta a chiudere almeno un paio di stabilimenti in Italia, dopo aver promesso investimenti per 20 mld di euro.

Marchionne motiva la scelta sostenendo che si vendono pochissime auto e che pertanto a nulla serve lanciare nuovi modelli, il tutto mentre la Crysler va benino e annuncia una sessantina di nuove auto.

Ora la Fiat non rappresenta più per il nostro Paese ciò che rappresentava in passato, ma questa chiusura, oltre che la dimostrazione plastica della deindustrializzazione, è una tragedia sociale e occupazionale.

I ministri Passera e Fornero hanno annunciato incontri con l’azienda: aria fritta, il premier Monti ha già detto da tempo che Fiat investe dove le pare e soprattutto dove le conviene, da ultimo in Serbia.

Marchionne sarà pure un “bastardo”, ma questo è un Paese da cui le aziende scappano da anni e non solo le multinazionali; i paesi dell’est Europa sono pieni di piccole e medie imprese italiane, fuggite dalla burocrazia sindacale e statale, dalla mancanza di certezza del diritto, dalla corruzione e dall’assenza di una politica che favorisca il lavoro, l’impresa e il merito.

Quanto interessi il lavoro è dimostrato dalla chiusura dell’Ilva di Taranto,azienda prima in Italia per l’acciaio, certo inquina, come tutte le fonderie, ma negli altri paesi le ristrutturano, non le chiudono, anzi nella maggior parte del mondo, dell’inquinamento se ne fregano proprio.

Ora il nostro ritorno all’economia agreste ci consegnerà senz’altro un mondo più pulito e una povertà che temiamo non sarà per tutti dignitosa. Per convincere Fiat e le altre imprese a restare, bisogna creare le condizioni perché convenga restare.

Tra queste non ci risulta sia fondamentale la legge elettorale: avanti di questo passo i partiti guadagneranno ancora un po’ di tempo prima dell’esplosione, a costo di rendere inutili i sacrifici sopportati dagli italiani.

Poi non ci si deve stupire se i due terzi degli elettori non vogliono votare per questi partiti inetti e inutili.

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