La crisi della politica

beppe-grillo 620x410 La politica è accerchiata da un senso di disgusto, esecrazione, ripugnanza da parte di opinione pubblica, cittadini e una buona fetta di elettori che probabilmente diserterà le urne.

L’anti-politica avanza incontrastata come un torrente in piena, rappresentata prevalentemente da due grandi blocchi: uno l’astensionismo,esiziale, ma a questo punto inevitabile; l’altro il movimento 5 stelle con a capo Beppe Grillo.

Il fuoco della protesta viene alimentato da stampa e media che trovano nelle proprie redazioni un numero sempre maggiore ed agguerrito di giornalisti intenzionati a seguire l’onda, un po’ per fede ed un po’ per accontentare  i propri lettori, accodandosi agli antesignani Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che adottarono per primi il termine “casta” diventato di uso comune per definire  i politici.

Oggi è palese che l’attuale patrimonio politico italiano, consta in una eccessiva povertà di competenza professionale ed etica, presente a tutti i livelli, qualità indispensabili per porsi alla guida di una nazione. Questo è il motivo principe per cui, ad esempio, vengono dati  in pasto all’opinione pubblica da parte degli organi di informazione, casi quotidiani di  denaro pubblico gettato dalla finestra per un’infinità di consulenze profumatamente pagate ed arruolate da Comuni, Provincie, Regioni e Parlamento.

Fino ai casi di  scomparsa od utilizzo a fini personali di denaro originariamente ottenuto dalle segreterie di partito con l’aggiramento referendario dei rimborsi di spesa elettorale. Così  l’uomo della strada si chiede è mai possibile che i partiti tradizionali non riescano capire che stanno andando incontro a distruzione sicura? Certamente che se ne rendono conto, ma non hanno alternativa, per come sono geneticamente costituiti fin dai primordi: una macchina di consenso elettorale che si basa sul voto di scambio, l’assunzione lottizzata  nelle pubbliche amministrazioni, ideata da Giolitti per avere, a suo tempo, un controllo del potere che fosse capillare,  ripresa e perfezionata nell’immediato dopo guerra dai principali partiti, che ebbero in eredità la costituzione repubblicana, con una diabolica accelerazione di sistema agli inizi degli anni 80.

Il risultato?

Un aumento del debito pubblico catastrofico. Non credo che tutti i personaggi di spicco della vita parlamentare italiana siano colpevoli di scandalo, ma anche costoro preferiscono asserragliarsi nel bunker e sottoporsi a suicidio di massa piuttosto che passare alla storia come gli ultimi onorevoli o segretari del partito in cui militavano.

Da parte loro si renderebbe necessario smontare, distruggere, dare il rompete le righe ad una elefantiaca struttura fatta di opportunisti, faccendieri, collaboratori, promotori e mediatori che sanno troppe cose l’uno dell’altro. Ma anche fatta di tanta gente comune che la politica dominante protegge negli interessi professionali e particolari di corporazione.

Un mostro  che si nutre della progenie che partorisce e non facile da debellare perché in ogni famiglia italiana v’è inevitabilmente qualcuno che usufruisce direttamente od indirettamente di “favori” della politica“.

L’unica strategia che la politica saprà adottare contro i Beppe Grillo di turno, statene certi, sarà continuare a decretare concorsi pubblici, demonizzare chi l’assedia.

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