La corsa di Renzi

il-palio-di-siena-la-festa-dei-rivali-T-HA79IMDopo tanto clamore mediatico è partito da Bari il secondo tour elettorale di Matteo Renzi, col  charter al posto del camper. L’atmosfera è più dimessa, l’entusiasmo contenuto, roba da finale per il terzo e quarto posto, del resto il risultato è già scritto. Renzi sarà il nuovo segretario del Pd, non sappiamo se sia un vantaggio o una sciagura, soprattutto se non si voterà presto.

Discorso privo di novità davanti ad una platea piena di gente che doveva essere rottamata: dal sindaco Emiliano, quello che riceveva le cozze pelose dai costruttori De Gennaro e ordinava anche il ghiaccio per conservarle,a Nicola La Torre, braccio destro di D’Alema ai tempi della scalata Telecom. Matteo ha finalmente capito che bisogna rottamare anche la classe dirigente imprenditoriale, ma dietro di lui si profilano le ombre di finanzieri che si sono arricchiti, legittimamente, trasformando il lavoro in una commodity, come Davide Serra o Vitale.

Dietro di lui sfilano i banchieri che comprano Btp, anziché prestare denaro, come Bazoli o Presidenti di Fondazioni che vengono dal Pd come Chiamparino e i loro sponsor, come il sindaco Fassino, quello che chiedeva: abbiamo una banca? Ed oggi ha sia la Banca Intesa, sia la barca Electa. Per non parlare di Romeo, imprenditore napoletano sostenitore della Fondazione renziana e condannato a tre anni.

Insomma, la barca ha un nuovo nocchiero, ma il fasciame è quello solito, al massimo riverniciato. Certo, meglio di lui sulla piazza oggi non c’è nulla, però dubitiamo che l’Obama de noantri riuscirà a cambiare l’Italia, anche perché pure Obama non sta facendo miracoli. Aspettiamo dunque a dare il Nobel a Renzi, al Presidente americano fu assegnato frettolosamente quello per la Pace e da allora non ha fatto che guerre