Ius Soli: Il digiuno di Delrio

Diciamolo: comunque vada, con questa mossa del digiuno a staffetta il ministro Delrio i suoi quindici minuti di celebrità li ha avuti. Non che i suoi padrini banchieri gli abbiano negato una buona stampa, ma quando hai poco da comunicare, anche il battage perde efficacia. Resta da spiegare perché un uomo prudente come lui, abbia deciso una tale esposizione mediatica, in fondo una legge sulla cittadinanza, anche se insufficiente, già esiste e seppure il problema di rivedere la materia esista, quella in discussione non è un granché. Poi non si comprende contro chi scioperi il ministro, contro il suo partito, il Pd? Contro la sua maggioranza?Entrambi accusati di vigliaccheria. Contro Gentiloni che non mette la fiducia? I politici come Delrio dovrebbero sapere che non esiste l’obiezione di coscienza, anche perché dubitiamo ormai che una coscienza l’abbiano: o risolvono i problemi o se non riescono, o sono in disaccordo, se ne vadano. Però l’uomo è intelligente e allora perché? Pistole fumanti non ne esistono, ma indizi sì. Il primo porta a lisciare il pelo a quel mondo cattolico militante che da un lato lucra sui migranti, con le cooperative sociali e dall’altro segue alla lettera il Levitico nel rispetto dello straniero. Insomma, i toni da teologia della liberazione che usa il Papa, che ricordiamolo, viene dal sud del mondo, sono da noi declinati come teologia di Rifondazione, i ricchi non possono vedere il Regno dei Cieli dopo la morte, ma non dovrebbero vederlo neppure qui. Poi con Renzi e Minniti spostati a destra, il luogo migliore per differenziarsi e posizionarsi, è il radicalismo sociale, sai mai che nel mischione che segue una sconfitta, possibile, si apra uno spiraglio per il nostro. Insomma, un digiuno per tenersi leggeri e correre meglio verso il potere. Infine i suoi padrini sanno bene che non bisogna lasciare i seguaci della teologia di Rifondazione liberi di seguire le sirene della sinistra più radicale, da Si a Possibile. Ora bisogna dire chiaro che lo ius soli è un diritto, diremo secondario, di cui le società possono o no dotarsi, come i matrimoni gay e altri. Esistono però diritti diremo primari, quelli su cui si fonda la Costituzione, come il diritto al lavoro, con tutto ciò che comporta, quello alla salute, all’istruzione, che vanno realizzati e che invece vengono ogni giorno negati, calpestati, derisi. Per tutte le persone che non possono vivere una vita decente e per i diritti dovuti e negati, nessun politico ha mai scioperato, né un giorno, né un’ora. Ora si dirà che questo non vale solo per gli italiani, giusto, vale per tutti, ma qualcuno ha sentito parlare degli italiani?

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