Italici destini

THUMB 89506Un’esemplificazione da manuale della capacità tutta italica di non saper sfruttare le proprie fortune e i propri talenti è Cassano.

Per i carneadi non calciofili di questo paese dirò rapidamente : enfant prodige nel Bari, passa alla Roma, al Real Madrid, alla Sampdoria, al Milan, all’Inter e ora sta per atterrare al Parma.

E questo in circa dieci anni. Tre i leit motiv:

1 la sbandierata felicità per essere arrivato nella squadra giusta

2 la promessa di impegno e risultati mirabolanti

3 il mandare in vacca tutto con risse furibonde con allenatori o presidenti.

Eppure come calciatore ha indiscusse capacità, è un fuoriclasse, ed è per questo che trova estimatori che sperano di trovare la quadra ad un carattere non lineare.

La sua vita, soprattutto quella della sua infanzia, non è stata facile, direi forse peggio, e questo lo ha spinto, in un mondo – il suo di provenienza- di malavita e delinquenza, a rifugiarsi nel pallone con una dedizione totale.

Il talento c’era e i risultati non si sono fatti attendere.

Ma con i risultati è arrivato il successo, i soldi, e tutta la corte dei miracoli che fa di un giovane uomo dal carattere fragile e insicuro un Rodomonte un po’ ridicolo, preda dei piccoli e grandi avvoltoi che aspettano la preda. Quindi la sua tracotanza è diventata il suo essere adulto e la difficoltà di parlare un italiano comprensibile ha ucciso la sua ironia e la sua voglia di comunicare. Riguardando il tutto, la conclusione è: peccato!

Peccato per tutto quanto poteva fare ed ottenere se avesse vissuto in un mondo meno servo e ladro, peccato per una persona, che non sarebbe diventata un genio (se non pallonaro), ma divertente e gustosa, peccato per i suoi tifosi che all’arrivo sono stati incantati e poi disillusi e incattiviti.

Questo per dire quanto possa un paese dilapidare le sue fortune immense (arte, natura, clima) mostrandole per un attimo e poi deturpandole per sempre.

Se c’è stata anche volontà di riscatto e modernità (antifascismo e laicità) anche questa è stata abbandonata per la voglia di apparire, appartenere, alla voglia insomma di essere “considerati” da chi già calcava la scena.

E di come un paese sghimbescio, perché mai finito, non riesce a trovare in se stesso il motivo del suo essere, ma cerca di appaltarlo fuori. Il risultato è sempre lo stesso: una riedizione, purtroppo per noi storica, di Tantalo.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.