Italia, signorina imbellettata

charles-sprague-pearce-1851-1914-the-masquerade-ball Il grafico dell’ignoranza è la piramide, dove i più stanno sotto e non sanno niente o quasi e quelli che sanno tutto sono la punta.

Sto usando ignoranza nel senso di non conoscenza e la conoscenza non come sapere in assoluto, ma come sapere relativamente a come stanno le cose, per chiarire meglio: ignoranza di notizie vere. Pertanto l’istruzione non conta, contano il Paese in cui si vive, i giornali che si leggono e le “cordate” di cui si fa parte.

Questo lo dico perché ho incontrato un mio amico che vive ai Caraibi, legge giornali americani, si tiene informato e si è sorpreso di come fossi poco aggiornato, un po’ su tutto. Sulla politica estera, sui movimenti monetari e borsistici mondiali dell’ultima settimana. Lui però in compenso non sapeva niente degli scontri politici italiani. E me lo ha anche spiegato. Per quanto gli risulta, leggendo e parlando con persone di varia nazionalità non europea (i Caraibi sono un ottimo posto per incontrare tanta gente di tante nazionalità diverse), l’Italia è come quelle signorine che tentano di rimanere sempre uguali usando cipria e rossetto, in un mondo dove le altre sono alla chirurgia plastica e alle creme antiage. Per questo i clienti (turismo, insediamenti industriali, ecc…) calano e lei per contro accentua il trucco, con risultati ancora più catastrofici.

Una destra fascistoide e non moderna (alla voce Cameron), una sinistra postcomunista e non rinnovata (alla voce socialdemocrazie del nord Europa), un centro paracattolico e non liberale (alla voce democratici americani), una propensione all’aggregazione anti e non pro (alla voce Verdi e simili di paesi democraticamente avanzati) hanno significato un congelamento di vent’anni del paese, proprio nel momento in cui tutti acceleravano i cambiamenti, adeguandosi ad un futuro complesso e molto duro per l’Europa. I segnali sono stati chiari per tutti nel mondo quando prima si è parlato di PIGS, che era un chiaro avvertimento all’Italia (non parliamo di voi perché voi acceleriate l’adeguamento del Paese), ma Silvietto era troppo occupato con le olgettine e con il caso Ruby per preoccuparsi, tanto i suoi amici (secondo quanto credeva) si chiamavano Putin (materie prime e gas), Gheddafi (petrolio) e Bush (CIA, DEA, servizi, insomma). Li aveva riveriti, li aveva conquistati, su di loro poteva contare. E infatti un anno dopo non si parlava di PIGS, ma di PIIGS. Anche noi eravamo diventati lebbrosi. E gli amici ?

Beh, ognuno si faceva i suoi, al massimo lo avrebbero ospitato in caso di “prolungata vacanza”. E qui è cominciata la quadriglia, comandata da Napolitano, che da bravo postcomunista era per i diktat e non per una soluzione seria e totalmente concordata. Gente da rappezzi insomma, ma a volte i rappezzi sono peggio del buco, allora abbiamo avuto nell’ordine : Monti (orcio di coccio con una solida propensione per le cariche, come del resto molti dei suoi ministri), poi le elezioni scandalosamente non vinte da Bersani, che ha fatto di tutto per bloccare Renzi, che a sua volta avrebbe bloccato Grillo, poi tre mesi di intermezzo (anche i ballerini devono tirare il fiato, difatti a Bersani che continuava a ballare è venuto un coccolone), alla ripresa Letta (grazie zio, verrebbe da dire) con la destra in fibrillazione (condanna sicura alla faccia di quanto SB si aspettava), governo di larghe, poi ristrette, intese nel non fare. Alla fine è arrivato, con due anni di ritardo, Renzi, che per necessità di sopravvivenza farebbe, ma se sopravvive lui crepano gli altri, quindi si vedrà.

Poi c’è Grillo : aprez moi le deluge (pensate come siamo messi, visto che la frase è di Luigi XIV) o se volete muoia Sansone con tutti i filistei. Questo me lo diceva il mio informato amico che non è venuto per vedermi, ma per fare affari, appena comincerà il fuggi fuggi generale, appena tutti cercheranno di alleggerirsi, appena lo Stato venderà i pezzi buoni. Perché il mio amico è nel giro giusto di quelli ben informati, di quelli che non guardano i nostri TG e forse per questo ha fatto una cofana di soldi e conta di farne ora altrettanti, grazie ad un quadro chiaro, fatto di informazioni vere e non taroccate dai nostri giornalisti e dai nostri politici.

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