Intervista a Dario Caselli

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Pubblichiamo un’intervista rilasciata da Dario Caselli (a sx nella foto, assieme a Celli a.d. della Luiss), uno degli animatori del nostro blog, al quotidiano Prima Pagina, in cui fa il punto sull’evoluzione del “partito della società civile”, da tempo in gestazione.

A che punto sono i lavori per costruire questo nuovo partito?

In ritardo, anche se sono aumentati i soggetti che lavorano all’impresa: ad Italia Futura e Verso Nord si sono aggiunti, Fermare il Declino, promosso da Oscar Giannino, Michele Boldrin e altri ed il Movimento Federalisti Italiani verso l’Europa, coordinato da Alessandro Cè. Essendo un cantiere aperto, si registrano ogni giorno nuovi arrivi.

Però il progetto, pur allargandosi non decolla

Vero. Le ragioni sono diverse, in primo luogo il fatto di non sapere con che legge elettorale andremo a votare, è evidente che il sistema non è neutro, rispetto a collocazione ed alleanze. Poi la mancanza di un candidato. Il caso Renzi dimostra che una volta partito il candidato, l’intendenza seguirà. Invece ancora non si sa se Montezemolo si candiderà o agirà da “padre nobile”e se la Marcegaglia intende metterci la faccia o appoggiare il progetto di Casini di allargare l’Udc.

Italia Futura e Fermare il Declino sono molto critici con l’operazione casiniana.

Hanno ragione, ne vedono i limiti di credibilità, come Renzi vede quelli di Bersani, poi però devi misurarti sul serio, il tempo non gioca a favore dei nuovi partiti, anche se non può esserci vero cambiamento senza nuove forze politiche.

Cosa pensa della candidatura di Renzi?

Il sindaco di Firenze è con Grillo l’unica vera novità politica. Se dovesse vincere le primarie, ipotesi a cui non credo molto, il sistema politico verrebbe azzerato, di colpo i protagonisti attuali morirebbero di vecchiaia ed anche il sistema di potere ne uscirebbe scosso, abbiamo banchieri ed imprenditori ottantenni. Se Renzi tirasse diritto anche da sconfitto, il sistema non reggerebbe, ma ha dichiarato che se perde sosterrà Bersani e quindi avremo tanto rumore per nulla. Del resto i suoi seguaci, compreso Del Rio, non vogliono rotture, ma solo occupare posti o migliorare la loro posizione.

Però se vincesse, avremmo un grande cambiamento.

In primo luogo alle primarie della sinistra, hanno sempre vinto candidati radicali: Pisapia, Doria ecc, poi non è riuscito a governare Prodi, più forte, autorevole ed accettato dalla base degli iscritti, dubito riuscirà Renzi, anche se gli auguro ogni bene. Il cambiamento vero lo avremmo se si mettesse contro il sistema attuale dei partiti, chiedendo agli italiani i voti per governare. Sarebbe il candidato ideale per unificare tutti i movimenti nati dalla società civile.

Che cosa serve all’Italia oggi oltre a nuovi partiti?

Bisogna salvare il lavoro e invertire la tendenza alla deindustrializzazione. Occorre tagliare le spese, abbattere il costo del lavoro ed aumentare i salari, per rilanciare i consumi interni. Inoltre, attraverso privatizzazioni e dismissioni occorre abbassare il debito, per ridurre le tasse. Il resto è fuffa: i diritti esistono se ci sono i soldi per pagarli, ma se il Paese non riprende a crescere, ci aspetta solo un lento declino. Dobbiamo ancora iniziare a disboscare i privilegi, a lavorare e produrre di più. Il governo Monti ha iniziato un cammino che nessuno potrà più fermare, ma sarebbe utile accelerarlo.

Il Pd propone una patrimoniale, lei che cosa ne pensa?

Premesso che i patrimoni legittimamente accumulati, sono già stati tassati, premesso che una patrimoniale esiste già, Imu sulle case ed imposta di bollo sulle ricchezze mobiliari, una patrimoniale ha senso se colpisce tutti e con aliquote basse, ma soprattutto se il ricavato va ad abbattere il debito, non come ora a sostenere la spesa. Il Pd pensa di usarla per continuare a spendere e soprattutto pensa ad una aliquota elevata, sopra una certa soglia. Comunque aspettiamo di vedere la proposta declinata, anche se dubito lo faranno in campagna elettorale. Personalmente ritengo che una patrimoniale siffatta sarebbe l’ennesimo scippo a danno dei cittadini.

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