In ricordo dell’amico Elvio Ubaldi

Ubaldi-580x377 Con la morte dell’amico Elvio Ubaldi scompare una figura emblematica dell’evoluzione del sistema politico emiliano. Cosi’ arroccato fin dal dopoguerra sulle posizioni di un comunismo tutto d’un pezzo,ma via via sempre più annacquato e insapore a seguito delle sue trasformazioni interne ed esterne, talvolta opportunistiche per non perdere le briglie del potere locale, ma decisamente saltate in questo ultimo decennio (come annotava un”cantore” nostalgico di questa realtà in “ Quel gran pezzo dell’Emilia “ di Edmondo Berselli) per la crisi che stava colpendo il cosiddetto “bipolarismo zoppo “,quello dei due grandi partiti PCI e DC che hanno caratterizzato, credo,  la parte migliore dello sviluppo civile,sociale ed economico della nostra regione.

Ubaldi è stato il primo a far saltare i numerosi” ponti “ e “magazzini” di questo sistema,ormai al limite della rottura, quando nel 1998 viene eletto alla guida della città ducale, quale affermato leader di una lista civica “ Civiltà Parmigiana” da lui fondata nel 1994, diventando così il primo sindaco del dopoguerra non appartenente alla sinistra. Facendo di Parma un interessante laboratorio politico, che poi ha contagiato, con l’affermarsi delle liste civiche, molte realtà italiane. Elvio venne riconfermato nella carica nel 2002, e sicuramente sarebbe stato sindaco per una terza volta se non fosse scattato il limite di legge dei due mandati.La vita di Ubaldi è stata in larga parte, oltre alla sua esperienza professionale come direttore di un centro di formazione professionale, dedicata alla politica sin dalla gioventù, nel movimento giovanile della DC, dove ci siamo conosciuti, poi in consiglio comunale con la Dc nel 1979, poi come vicesindaco nella prima giunta pentapartito del socialista Lauro Grossi dal 1985 al 1990.

Ha sfiorato per diverse volte l’elezione al Parlamento. Ebbe molti apprezzamenti a livello nazionale per la sua politica, a partire da Enrico Letta, allora sottosegretario alla presidenza del consiglio, che nel 2006 lo elogiò pubblicamente per la sua amministrazione del dopo il crac Parmalat, per gli opere di rinnovamento della città e per la sua capacità progettuale, invidiata spesso da chi governava le città vicine. Desideriamo essere vicini nel dolore, con la nostra Preghiera e la nostra viva solidarietà,  alla Signora Cristina ,alla figlia Federica e a tutti gli amici di Parma che con lui hanno condiviso i valori di una comune “buona “ e pacifica battaglia.

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