Il Pd è in piena sindrome di Stoccolma

La notizia non è che il governo sia in pieno caos, che i dossier giacciano senza risposta, perché la maggioranza, litigando su tutto, è incapace di decidere. La notizia vera è che il Movimento 5 Stelle ha preso posizioni di “destra” e sovrapponibili, per giunta, a quelle della Lega. Vale a dire il partito con cui ha governato fino a tre mesi fa. Il governo di svolta, Conte due, non ha toccato neppure uno dei provvedimenti bandiera del Conte uno: quota cento, reddito di cittadinanza, decreti sicurezza, legittima difesa, decreto dignità, taglio dei parlamentari, ecc…Provvedimenti contro cui il Pd e Italia Viva avevano fatto fuoco e fiamme e che ora vengono accettati a scatola chiusa, pur di mantenersi al potere. A sinistra si continua a sostenere che il contratto di governo era una bufala, ma con quel contratto Salvini ha portato a casa un po’ di cose, con l’accordo politico il Pd non ha portato a casa nulla.  Non lo Ius soli, non il fermo alla riduzione dei parlamentari, non una linea economica meno folle, non le alleanze locali, insomma nulla, mentre ha dovuto tacere sulla posizione filo- Maduro dei 5 Stelle o sulle affermazioni di Di Maio, dopo gli spari della polizia ai manifestanti di Hong Kong: “la polizia spara dappertutto”, figuriamoci lo avesse detto Salvini! Povera sinistra, che per un briciolo di potere deve digerire anche la lode degli spari in piazza! Però il Conte due era europeista e lo spread scendeva. Neppure più questo: i 5 Stelle sono, per una volta a ragione, contrari alla ratifica della riforma del Mes, mentre il Pd, supino del potere e dei poteri, lo difende e lo spread sale, ma ovviamente siccome non va sul conto del Papeete, nessuno ne parla. Ora i partiti delle banche, Pd e Italia Viva, si vedono proporre come Presidente della Commissione Banche, Elio Lannutti, dipietrista divenuto grillino, che a gennaio in tema di banche aveva rilanciato sui suoi social i “Protocolli dei Savi di Sion”, un noto falso che il nostro poneva alla base del globalismo di oggi. Sai che colpo per quelli che la senatrice Segre è giustamente un’icona! Eppure zitti, per quel briciolo di potere. La cosa incredibile non è che i 5 Stelle abbiano queste posizioni, ma che il Pd, pur di stare al governo, gli vada dietro e cerchi in maniera sempre più balbettante di spiegare che la manovra serve a pagare il conto del Papeete, visto che anche dove fosse totalmente vero, a quel bancone a bere mojto, c’erano pure i loro attuali alleati di governo e il loro attuale Presidente del Consiglio e allora quello da pagare più che un conto, è un Conte.  Cosa potrà mai contestare il Pd, al leader della Lega, senza che quello possa replicare: «ma se le mie politiche erano così dannose, perché le avete confermate?». Si capisce che non si può dire alla vigilia del voto in Emilia: cari compagni, cari italiani, abbiamo sbagliato, scusateci, dopo la finanziaria daremo la parola agli elettori. Anche se. prendendo atto della realtà sarebbe serio farlo. Il problema è che il vertice del Pd è in piena sindrome di Stoccolma, non tanto verso i grillini, ma verso il potere, che da quando lo ha sequestrato, non riesce più a lasciare e per il potere è capace di ogni cosa, anche di dire che farà un nuovo centro- sinistra coi grillini.  Mentre il Paese è nel caos, si consolano con il movimento delle sardine e cantando bella ciao, insomma, invece di governare vanno in piazza contro il leader dell’opposizione.

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