Il lupo, l’agnello e il rio

agnellino-lupo “Ad rivum eundem lupus et agnus venerant…” cosa mi ha fatto venire in mente Fedro e la favola del lupo e dell’agnello ? La nomina di Delrio alle Infrastrutture. Perchè nella citata favola si parla sempre di lupo e di agnello, ma del rivum mai. Eppure era lì, ha visto tutto, ma, indifferentemente ha continuato a scorrere, aspettando altri lupi e altri agnelli. E il Nostro caro concittadino, idem. Quando è stato eletto sindaco di Reggio Emila sapeva che i voti della comunità cutrese non erano senza contropartita e che il settore edilizio non profumava di violetta. Lui era “nemico” (almeno culturalmente) di chi lo aveva preceduto e che quel patto aveva siglato, eppure nel suo plurimandato niente è stato denunciato dai poteri pubblici. Tanti bisbigli a mezza bocca, ma la città del Tricolore era senza macchia e senza paura. Partito lui, apriti cielo, siamo diventati più ‘ngranghetisti di Milano e se ora la pressione sta calando è solo perchè loro si sono diversificati e l’edilizia l’è morta. Il Nostro su queste cose non ha fatto una piega (come il ruscello della favola). Ha tirato dritto, dimostrando che di lui ci si poteva fidare, come quando fece in campagna elettorale una capatina a Cutro, ma solo perchè gli avevano detto che c’era l’aria buona,o quella giusta, non ricordo. Di un uomo così c’era bisogno per sostituire Lupi (agli Agnelli è già toccato e avevano denti che i lupi sembravano sdentati). Un uomo affidabile, che non accetta orologi, che non si veste da sarti di moda. Un culo di pietra che digerisce i sassi e manda giù tutto, anche il cemento. Con l’aria del “che ci faccio qui ?” di chatwiniana memoria. Uno che salverà i lavori delle coop, che manterrà un giusto equilibrio tra pubblico e privato, che non solo non farà domande, ma, soprattutto non avrà risposte. Molto istituzionale, riservato e decente. D’altra parte tiene famiglia numerosa, quindi di famiglie capisce.

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