Il fondo di garanzia per coniugi separati

divorzio21 Da dove e come sia nato il termine bizantinismi, lo spiega bene Wikipedia, perchè invece le leggi dello Stato italiano siano per lo più tali, questo neppure Wikipedia ce la fa a raccontarcelo. L’altra mattina alla radio (24) si discettava sul novello fondo di garanzia/anticipo istituito in finanziaria per anticipare il sostentamento ai coniugi neo separati bisognosi, quelli per intenderci, che dipenderebbero economicamente dall’altro coniuge, che magari per tigna non vuol pagare il dovuto. Il concetto è: lo Stato anticipa e poi si rivale. Risultati vari: potenziali truffe, aggravio di lavoro per i tribunali (che devono accertare e rincorrere le morosità con ingiunzioni e/o decreti) e comunque deresposabilizzazione degli attori, che invece di rimboccarsi le maniche, cercheranno di stare sotto l’ennesimo ombrello di Stato. Molti dei partecipanti al dibattito erano contrari e l’estensore del provvedimento si difendeva, dicendo che è una norma tutta da verificare e poi aggiustare: ancora peggio, butteremo un po’ di soldi e magari aboliremo tutto e saluti a quanto “buttato”. Le soluzioni sono facili in questi, come tutti i casi di potenziale morosità, ma non vengono mai in mente a nessuno, oppure sono bocciate in nome della privacy, per poi far pagare alla comunità, che non essendo privata per definizione, viene privata della sua moneta. Come si dovrebbe fare? Come in tutti i contratti anche economici, e il matrimonio è uno di questi casi. Chi si sposa deve dichiarare tutti i suoi averi, pena il sequestro di quelli non detti e tutte le operazioni successive di acquisto o vendita o apertura di un nuovo conto, approvato anche dalla controparte e iscritto nei beni sensibili della coppia, ma anche, in altro capitolo, dell’impresa (e in questo caso la controparte sono i creditori a tutti i titoli, dipendenti e banche per primi). In questo caso tutti i singoli componenti della famiglia avrebbero chiaro lo stato patrimoniale su cui contare per campare e forse, invece di far scoppiare la coppia (di cui in questo caso mi interessano solo i figli), magari cercherebbero soluzioni di convivenza decente. Troppi sono quelli che dopo dieci anni scappano e decidono che il matrimonio è finito. Questo ha molto a che fare con l’infantilismo (non crescita) e con il consumismo, ma con un punto oscuro: chi consuma paga il conto, e non si capisce perchè invece nel matrimonio, no. Quindi, patti chiari e amicizia (amore?) lunga e non queste cose in cui lo Stato si fa carico dell’immaturità dei suoi cittadini. O forse li vuole immaturi per poi ricattarli meglio, prendendoli per la pancia (promesse) o per il portafoglio. Questa non è solo una pessima legge, è un vero e proprio imbroglio, perchè vedrete che sotto l’ombrello ci andrà a finire chi raccomandazione tiene e per un unico caso vero. sarà tutto un rutilar di bandiere. Dove invece bastava far chiarezza subito e di fronte ad una dichiarazione come quella che suggerisco io, si vedrebbero molti “sfidanzamenti,” chiarendo così che amore e soldi, molto spesso non van d’accordo

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