Il dubbio di Bersani: porcellum o no

18142816 pdl-pd-lega-cercano-una-intesa-per-superare-il-porcellum-ma-di-pietro-si-sfila-2Quando le portaerei dell’ammiraglio D’Alema, il vero ammiraglio del Pd, erano pronte a prendere il largo verso le elezioni anticipate, con prepensionamento del governo tecnico, da Seul è partito il siluro del professore, “non mi faccio logorare, sparatemi, se avete fegato”.

I motori si sono spenti e Bersani ha accettato di riformare in senso proporzionale la legge elettorale.Mossa che vedremo se vera o strumentale, certo per ora vince solo Casini, perché Monti resta dov’è ed un anno è lungo, soprattutto con i chiari di luna che sta attraversando il Paese. Poi perché il proporzionale lo proclama vincitore permanente e mantiene aperta la via del Quirinale, sbarrandola a Prodi.

Ora, dentro il Pd i dubbi non riguardano solo l’articolo 18, ma anche la strategia elettorale. Se resta il porcellum, la gioiosa macchina da guerra, composta da Pd, Idv e Sel, ha la vittoria in pugno: difficilmente moderati e centristi riuscirebbero a mettersi insieme e pure ad accordarsi con la Lega. Invece il proporzionale li spingerebbe nuovamente verso un governo, con dentro almeno i centristi e a perdere o il premier o il Presidente della Repubblica. Porcellum o no? Questo è il dilemma.

Ci sarebbe poi un problema di governabilità, che emergerebbe poco dopo aver eletto Prodi Presidente della Repubblica, D’Alema Presidente della Camera e la Finocchiaro al Senato, cioè cosa fare della famosa lettera della Bce, che chiede cose non solo impopolari, ma addirittura definite delinquenziali da Vendola e Di Pietro. Cosa accadrebbe se riprendesse la fuga dei capitali e si bloccassero gli investimenti? Certo la Fiat chiederebbe asilo politico a Detroit. Se la Bce sospendesse gli acquisti dei Btp? Se le piazze si riempissero di pensionati e dipendenti pubblici che reclamano adeguamenti salariali, anziché riduzione di personale pubblico, come accaduto ovunque: Spagna, Irlanda, Germania ed Inghilterra?

Scenari deliranti, potrebbe dire qualcuno, può darsi, ma già visti in Grecia, dopo la vittoria elettorale di Papandreu. Come è finita è sotto gli occhi di tutti.

Le cose che il governo Monti ha fatto finora, non sono che un inizio, cioè l’aumento delle tasse, mancano ancora i tagli, soprattutto dei costi della politica e della macchina statale.

Per questo le navi sono tornate in porto, certe vittorie preparano il disastro. Resta forte la tentazione di provarci, per dimostrare, come dice Bersani, che il sonoro della foto di Vasto è diverso dall’immagine.

Porcellum o no, questo è il problema di Bersani, mentre pettina bambole.

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