Il dopo del congresso reggiano del PD

Questo è un momento in cui la pandemia non concede tregua, l’inflazione vola soprattutto a causa dell’aumento fortissimo delle materie prime, trascinando al rialzo i prezzi della spesa e delle bollette, mettendo in sofferenza famiglie e imprese. Con l’Italia politica impantanata nelle difficoltà di garantire stabilità alle istituzioni e al governo, non solo per le ragioni sopra scritte, ma pure per ottenere i fondi del Pnrr, nel primo semestre dovranno essere portate a compimento una cinquantina di riforme, oltre al completamento di quelle impostate nel 2021. Può sembrare bizzarro parlare ora di un evento “minore” come il risultato del congresso del Pd reggiano. Il risultato non ha riservato sorprese, ha vinto il candidato dell’establishment, Gazza, col 55% e ha perso quello dei lettiani Cavallaro, che si è fermato al 45%. Detta schietta: ha vinto Delrio, anche se Vecchi ci ha messo la faccia, andando nelle sezioni a raccogliere voti. Francamente il sindaco poteva occuparsi di cose più importanti, ma è possibile che essendo un cavaliere dimezzato, gli resti del tempo libero, certo è un po’ ironico che chi dovrebbe rappresentare tutti i reggiani, non riesca a rappresentare neppure tutti gli iscritti al Pd. Una questione di stile si dirà, ma anche di sostanza, perché nonostante l’appoggio di tutti gli uomini di potere, Gazza ha vinto di poco, il che testimonia di una certa resistenza anche nel Pd, al regno incontrastato di Delrio e dei suoi uomini, a cominciare dal suo ex segretario piazzato a dirigere il Comune. E’ facile prevedere che questo congresso sia stato il primo tempo di una partita di cui vedremo il secondo tempo, tra breve, alle politiche, dove a causa del taglio dei parlamentari i posti diminuiranno, sicuramente avremo la riconferma di Delrio e l’abbandono della senatrice Iori, probabile che pure la deputata Incerti sia a fine corsa ed è altrettanto probabile che al suo posto vada a   un’altra donna, pure il deputato Rossi vorrà fare un altro giro. Però, dati i numeri e l’appoggio di Letta, è presumibile che un posto tocchi ai lettiani, dallo stesso Cavallaro, a Barbieri, alla Malavasi. Certo il candidato sindaco sarà indicato sempre da Delrio, si tratti di Marchi o della Rabitti, ma non avremo una giunta monocolore e incolore come quella attuale, visto che la minoranza pretenderà una adeguata rappresentanza. Insomma parte la lunga corsa alla successione di Vecchi e al momento è una partita tutta interna al Pd, visto che gli altri protagonisti sono rimasti nel camerino. Forse la polizia non cercava l’on.Vinci a causa di una errata comunicazione dell’Asl, ma in seguito a una denuncia di scomparsa, ma con la lodevole eccezione della Rubertelli, di Asioli e di De Lucia, non ci siamo accorti di nessuno. Eppure la città qualche problema continua ad averlo, anzi ai soliti si sono aggiunti quelli della pandemia e l’arrivo della Silk Faw, molto pubblicizzata, è una rondine e non sappiamo neppure se farà primavera. Di certo il centro storico esce ancor più desolato dalla pandemia e non ci salveranno le luci in mezzo alla strada di viale Umberto, di cui fatico a vedere il lato geniale, certamente a causa della mia ignoranza. Certo la manifattura corre, soprattutto quella esportatrice, anche se non tutta, i servizi cercano di recuperare il terreno perduto, interi settori sono invece molto in crisi: alberghi, ristorazione, servizi alla persona, commercio. E’ una rete di attività che tiene vive le Città, connette le persone e garantisce vivibilità e sicurezza. Si dirà che non è un problema di governo cittadino, invece lo è perché anche i nostri vicini di pianerottolo meritano attenzione, anche se non sono immigrati o profughi. Lo è perché Covid e Pnrr ridisegneranno le nostre vite, le nostre abitudini, i nostri consumi e non si vede non dico un progetto, ma uno straccio di dibattito, una piccola idea. In attesa che le luci del teatrino si riaccendano e le opposizioni escano dal camerino, accontentiamoci della vittoria di Gazza e concentriamoci sul futuro, non quello di Reggio, ma quello del sindaco Vecchi, che sarà a Bologna, il treno per Roma è già affollato dagli uomini del vero vincitore, cioè Delrio.

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