Grandi e piccole menti

297620_10150295115446373_159046991372_8316496_1446371857_n Per le prime sto pensando ad Alessandro Manzoni, che scrisse cose mirabili e dipinse caratteri italici che ancora oggi fanno fatica a scomparire. Nello specifico penso al conte zio. Persona non di valore, non di talento, buono per stare incollato ai potenti e a far loro il verso, visse, e come scrive il nostro, scomparve senza lasciare traccia, solo un fastidio, un prurito fastidioso al lettore che in lui vede tante, troppe figure politiche, sindacali ed economiche di questo sciagurato paese, che ancora oggi vive nel concetto di “Franza o Spagna purché se magna” (questa non è di don Lisander, ma dei tempi da lui descritti). A questa categoria e alla seconda del titolo, ascrivo l’ex sindaco di Reggio Emilia, nonché “vicepresidente” del Consiglio Graziano Delrio. La sua vita politica è stata una continua ricerca di potenti d’appoggio, abbandonando quelli che non gli servivano più. Il tutto senza nessuna grandezza machiavellica. Passin passetto, è arrivato in alto e nel momento, ora, della fermezza contro i corrotti e i corruttori, quando dopo i mille scandali siamo arrivati al presunto miliardo del Mose, allo scandalo dell’Expò, alla decadenza di sindaci, presidenti a vario titolo di decine di enti, lui se ne esce con : non fare di tutta l’erba un fascio e di alcune mele marce. Non parla di fermezza, di necessità di indagini serrate, di tempi inderogabili, di mafie all’attacco. Eppure di queste cosette dovrebbe intendersene bene. È stato sindaco in una città che ha “scoperto” le infiltrazioni ‘ ndranghetiste quando queste ormai stavano migrando. Se ne è andato da una città ereditata florida economicamente  e l’ha lasciata boccheggiante, con i prezzi immobiliari in caduta libera, nessun progetto industriale credibile all’orizzonte, anzi con alcune delle ormai poche realtà industriali pronte alla fuga, alla svendita, al massacro, insomma. In compenso ha montato una specie di ministero degli esteri del comune (dirigente/i consulente/i), ha viaggiato, ha curato gli interessi dell’ANCI come presidente. Lei, sottosegretario, oggi ha poco tempo, tanti impegni, ma si sacrifichi, rilegga qualche passo dei Promessi Sposi e capirà, nonostante tutto, anche lei.

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