Governare la politica, per liberare la società

la cosca politica-300x218I decenni passati dal ‘48 paiono millenni, la politica delle mani libere in politica non fa più parte dei nostri tempi.

I padri costituenti avevano ragione di pensare, dopo gli anni bui del nazifascismo, di liberare la politica dall’incubo dei regimi per governare una società che, frastornata ed annichilita dalle Grandi Guerre, aveva bisogno della guida e del supporto di uno stato forte per rilanciarsi e rilanciare il Paese. Erano, quelli, gli anni degli statisti illuminati a prescindere dall’appartenenza politica, gli anni in cui la politica al servizio della gente e dello Stato era tanto una necessità quanto una virtù.

Oggi quella necessità è divenuta slogan, quella virtù eroismo (se non stupidità, nel mondo dei furbi). Quegli anni sono più lontani di quanto il tempo non dica, la politica pare oggi soffrire di una patologia che sta a metà strada fra morbo di Parkinson e sindrome di Peter Pan. La Società, per contro, è nel frattempo cresciuta e maturata a colpi di successi (prima) e pugni nello stomaco (poi), di tal fatta che il rapporto di forze fra società e politica si sta radicalmente modificando.

Al punto che, oggi, è la politica ad aver bisogno della società per darsi una ragione, per non perdere la bussola. Occorre dunque che oggi la società stia alla politica come i genitori più accorti stanno ai propri figli in tenera età, o come il più tenero e premuroso dei figli adulti sta di fronte ai propri anziani genitori: la politica ha bisogno di ripartire dalle regole, da cosa bisogna fare e cosa no, nella speranza che da grande impari ad andare con le proprie gambe sulla retta via, o che da anziana sappia rallentare il proprio regresso fisiologico per un sereno passaggio del testimone.

C’è oggi bisogno che il popolo imponga delle regole alla politica, perché la politica possa guarire dai morbi e dalle sindromi senili che la affliggono, perché i politici sappiano ripartire dai comandamenti del bene comune e così riacquistare la memoria degli statisti che furono e che fecero grande l’Italia, per potersi guadagnare in futuro una nuova libertà responsabile, che sostenga la guida del Paese.

Ci fu un tempo in cui occorreva liberare la politica per governare le genti. E’ arrivato il tempo di governare la politica per liberare la società.

Se non ci riesce la politica da sola, che comincino i tecnici ed i professori a farlo, perché l’opera possa essere completata da chi sarà chiamato a decidere fra qualche mese circa chi legifererà e governerà nel nostro paese per i prossimi anni.

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