Gli sceriffi di Monti

OH3018 sheriff silverFrancesco Giavazzi economista di scuola statunitense e bocconiana, un uomo con il pallino della trasparenza, chiamato da Monti per capire quali e quanti danni prendono corpo attraverso i sussidi alle imprese di influenza pubblica.

Un personaggio scomodo all’assistenzialismo statale, già entrato in conflitto con diverse figure istituzionali in passato e molto critico anche con lo stesso Monti, accusato di mettere in difficoltà la ripresa del Paese con un eccesso di aumento fiscale.

Si scontrerà, c’è da giurarlo, con quanti in Provincia ed in Regione, intendano mantenere lo status quo di privilegi, mimetizzati sotto una coltre di inefficenze e sperperi.

Costoro, che usciranno allo scoperto sotto forma di detrattori, sono quelli che tutti noi dovremmo additare come i responsabili della cronica e malata improduttività delle aziende pubbliche, che non solo, in tanti casi, forniscono servizi di scadente qualità ma anche a prezzi superiori di quasi un 30% rispetto alla produzione di beni da parte del privato. I sindacati in questa veste faranno la loro parte di sicuro.

Giuliano Amato uno dei pochi politici di spicco della prima Repubblica non travolto da “Mani Pulite”, esperto giurista e costituzionalista si occuperà di disciplinare in materia etica i partiti, invitandoli e consigliandoli in merito all’utilizzo delle risorse economiche a loro disposizione, sia per il presente che per quelle quantificabili in futuro, dopo la sospiratissima riforma in merito, che dovrà essere varata dal Parlamento. Utilizzo che dovrà, secondo il Professore, essere più producente, non da un punto di vista finanziario, ma funzionale: scuole per una preparazione professionale del politico. 

Secondo quanto riportano i giornali, inoltre Amato tenterà di intaccare o quantomeno mettere sotto i riflettori i finanziamenti ai sindacati, per quanto riguarda il rapporto prezzo/servizio offerto e qui il suo compito verrà ostacolato con forza. Enrico Bondi,” Eduard Mani di Forbice” è un risanatore di lunga carriera, salvò ai tempi Montedison e Parmalat, quest’ultima fu il suo capolavoro. Uomo operativo di Mediobanca veniva mandato da Enrico Cuccia là dove le imprese erano in gigantesche difficoltà. Unico neo però, secondo alcuni, non si intenderebbe molto di bilancio statale, dovrà, per questo affidarsi a Piero Giarda che visto i propri trascorsi in ruoli istituzionali non mi pare un risanatore convinto.

Soprattutto Giavazzi e Bondi sono dei duri e rappresentano l’ultima carta giocata da Monti per uscire dal pantano in cui la maggioranza parlamentare lo ha obbligato. C’è da giurare che se questi signori non avranno carta bianca nell’adempiere al proprio ruolo rassegneranno presto le dimissioni con buona pace dello stesso governo tecnico.

C’è chi sostiene che un default di Monti è impensabile. Non ne sarei così sicuro: le nuove leadership politiche che si vanno delineando nel dopo elezioni di molti paesi europei indicano un livore crescente verso la linea di condotta della Merkel, sì da costringere quest’ultima o di venire a più miti consigli o di abbandonare l’Euro con la creazione di un mini-Euro sotto l’influenza tedesca.

Questo ipotetico scenario avrebbe però un costo altissimo per chi ha risparmiato i due soldi di una vita ed in termini di inflazione.

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