Fottersene. E scusatemi se è poco

a Le cose vanno male in Italia, ma se uno guarda lo scenario mondiale è anche peggio. È dai tempi della bomba atomica che il mondo spera che proprio queste armi siano il deterrente per guerre mondiali. Sono passati ormi 70 anni e a qualcuno francamente sembrano troppi. E sì che nel frattempo di guerre convenzionali con milioni di morti ce ne sono state a iosa : Corea, guerre di indipendenza in Africa, Vietnam (prima Francia poi USA), Iraq-Iran, Afghanistan (prima URSS poi USA), varie guerre del Golfo, varie guerriglie in sud e centro America, ex Jugoslavia. Solo per citare le più importanti.

E direttamente o indirettamente dietro queste c’erano URSS e USA prima e il petrolio poi. L’integralismo islamico, ma soprattutto l’odio tra sciiti e sunniti, sta infiammando il mondo, ma il vizietto di metter becco negli affari degli altri resta, anche perché le “conseguenze” economiche non sono di poco conto. Ma soprattutto resta la beceraggine della filosofia che guida il mondo occidentale: il consumismo, che richiede sempre nuovi mercati, nuove fonti di approvvigionamento energetico e di materie prime e soprattutto di manodopera a bassissimo costo.

E nonostante il crollo dell’URSS, e la debolezza democratica degli stati che da questo sono derivati, nessuno ha fatto niente per rafforzare la democrazia, tutti hanno cercato di razziare le ricchezze di quei paesi. Quindi si è indebolito Gorbaciov, si è favorito Eltsin e il risultato è stato radicare Putin. Che proprio un campione di democrazia non è, ma che campa (e bene) sul nazionalismo di quei popoli. Anzi ora, dice Obama, a Stoccolma stanno pensando a lui per il Nobel per la pace. Mi sembra giusto: a lui (Obama) l’hanno dato che era in guerra su più fronti. E allora per essere sicuri che Putin tiri dritto nell’ Ucraina russofona, un Nobel è una garanzia. Intanto vediamo immagini strane, un po’ come quelle della prima guerra del Golfo dove Peter Arnett parlava da un telefono con antenna ad ombrello e l’immagine che passava in TV era quella di un unico missile da una nave americana. Sapemmo dopo che i morti erano stati centinaia di migliaia, ma non ce li fecero vedere. Ora brucia un palazzo, muoiono a decine, e prima dicono che è una disgrazia, poi no, un errore di valutazione, poi un crimine di un demente che ha ordinato di dare fuoco a tutto e non far uscir nessuno.

E là i nostri intrepidi giornalisti c’erano, ma al momento non pervenuti. Tutti giocano allo sfascio: i politici al governo dell’Ucraina che un po’ si vendicano un po’ cercano di legittimarsi agli occhi occidentali come cani da guardia antirussi, i politici occidentali che non vogliono scontentare nessuno (il grande fratello, Obama, il piccolo fratello, Putin, e gli allegri fratellini, i produttori di armi da vendere), i diretti interessati (Obama e Putin) che vedono fin dove si può tirare la corda, gli integralisti islamici che aspettano che Putin si indebolisca per piantar rogna nelle repubbliche islamiche della confederazione russa, i produttori di petrolio che tengono alti i prezzi, guadagnano un ulteriore pacco di dollari con cui comprare le fette buone delle nostre industrie, per prepararsi al dopo petrolio. Tutti giocano, tutti hanno tornaconti vicini e lontani. Ma di loro nessuno muore, no i morti sono appannaggio della povera gente e dell’ignoranza che regna sovrana, tanto più dove l’informazione cresce libera e sovrana. Orwell permettendo. 

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