Finalmente si vota, che incubo!

la-legge-elettorale-che-non-ce-L-rjrYEDCome sempre in ritardo e con costi mostruosi, tra qualche giorno andremo alle urne. In un paese civile ci saremmo andati due mesi dopo la scissione Berlusconi-Fini.Ci saremmo risparmiati lo schifo della caccia ai corruttibili (Scilipoti e compagnia bella), le reprimende, poi i diktat europei, i governi tecnici (ma quali, tutti targati che neppure le auto blu !) e chi avesse vinto a PIENO TITOLO avrebbe rappresentato la maggioranza degli elettori.

Forse si sarebbero fatte riforme e intrapreso cure nazionali, che poi sono diventate internazionali, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Ma la paura, meglio, il terrore di Silvietto di perdere, e così ha finito per perdere il suo più fidato alleato MDA – che suona un po’ come MDP- hanno fatto trascinare la legislatura con un costo tra non interventi e maggior interessi sui BTP non inferiore a 150-300 MILIARDI di euro. E poi ha il coraggio di parlare di IMU sulla prima casa ! Buffone.

Ma anche il metaforico dei tacchini, Bersani, non ha avuto il coraggio necessario per votare alla fine del 2011. Si sarebbe dovuto ciucciare la riforma delle pensioni, con la Bibì e Bibo al femminile (Camusso e Cantoni) più capitan Cocoricò (Landini) in piazza, e quindi ha pensato : vai avanti tu (Monti) che a me scappa da ridere! Agli italiani sono scappati una cinquantina di miliardi di euro. Pavido.

Il centro, ma quale, dove sta una costola ondivaga di radicali –Rutelli-, gli ex fascisti ri-storicizzati –Fini-, un politico rotto, molto rotto, a tutte le esperienze del caso –Casini, che per riprendere ossigeno, continua a proporsi come defensor fidei. Ma dei tre nomi citati non uno ha una famiglia in ordine per i canoni ecclesiali, in più si mette sotto l’ombrello di Monti, che per non farsi mancare nulla, non è disceso in politica, ma neppure, come dice lui, salito. Il professore in politica ha preteso esserci (senatore a vita) e ora è tentato o di salvare l’Italia, come chiede l’Europa, oppure giocare le sue carte per acchiappare il potere. Involuto.

Il nuovo che arretra, Grillo, che riempie le piazze e si riempie la bocca, ma quando comincia a vedere che la gente poi vuole le soluzioni applicate e capisce che l’applicazione non è così immediata o semplice, dopo una gran corsa in avanti, ora comincia a girare attorno, a correre in cerchio. La corsa resta, ma il capo e la coda sono come quella del cane. Attonito.

Cespugli di sinistra, cespugli di lotta, ben rappresentati dalle chiome dei leader : Ingroia, scarmigliato barricadero, De Magistris gellificato salottiero, Di Pietro spennacchiato navigatore di tutto e del suo contrario. Malassortiti (anche da malasuerte tanghèra o tànghera, fate voi). Cespugli di destra, come quelli da cui salta fuori lo squadrista vile o il violentatore infame. E l’ultima vale il commento. Cespugli riformisti.

Il nuovo. O ex tale, visto che Giannino, anima italica, oltre a farsi confezionare gli abiti su cui appuntare fiori o confraternite, si è pure appuntato un master e due lauree, che nessuno gli chiedeva e che ha scatenato le ire dei puri (Zingales). Ma per chi vuole fare tutto nuovo, gli strumenti sono altri, onestà anche nei dettagli , ma loro no, hanno poco tempo e quindi via per traverso. Dilettanti.

E poi le liste civiche, i partiti per confonderci ed imbrogliare e noi, con la nostra voglia di votare e scegliere uno di quelli ante descritti o la solita voglia di mandarli tutti a quel paese, ma il problema è che quel paese è il NOSTRO e loro, dovunque vadano, ci vanno con tanti nostri soldi. Peccato, ad alcuni bastava poco per essere differenti e accettabili, e peccato ancora per noi che lasciamo sempre fare e poi stiamo qui a lamentarci. Forse abbiamo troppe badanti che lavano il sedere dei nostri genitori, che a noi fa un po’ schifo, anche se lo hanno fatto a noi bambini.  Abbiamo che con quattro soldi ci possiamo togliere dalle incombenze fastidiose. Abbiamo dato il nostro portafoglio in mano ai politici e ora che è troppo smagrito, ci lamentiamo. Di cosa ?

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