Fatti per vincere, meglio se al primo turno

Quelli del Pd sono fatti per vincere, meglio se al primo turno e non si può negare che ci siano sempre riusciti. Pure questa volta non scherzano, schierando almeno 6 liste, che fanno oltre 180 candidati. Tolta quella del Pd, le altre sono liste deboli, come Mdp-Leu, che si nasconde sotto il nome civico Reggio E’, o Più Europa, oppure finte liste civiche, come quella dei quartieri, capeggiata da un assessore uscente, Valeria Montanari, o una civica capeggiata addirittura da un ex parlamentare ed ex assessore, come Paolo Gandolfi; più ovviamente la solita listina di ex Berlusconiani, che una volta finiti a sinistra e lavati con Perlana, tornano ad essere potabili di santità. Ovviamente non poteva mancare una lista di Verdi sopravvissuti alle rivoluzioni politiche ed anche alla cementificazione di Reggio, di cui non furono solo spettatori, avendo sovente avuto più assessori che voti. Insomma, questa balla di Vecchi sindaco civico, ci pare una trovata di marketing da quattro soldi, ma ormai il Pd cerca di nascondersi, come abbiamo visto pure in Abruzzo e nelle altre regionali. Con fare enfatico ispirato, tipico di una certa sinistra vecchieggiante , il segretario cittadino Cattani ha parlato di lista ricca di competenze e che promana dalla società e per questa ragione destinata a vincere al primo turno. Nomi forti, secondo il nostro ispirato Cattani. Vero, nomi forti e di apparato di potere, spacciati come nuovi, come Annalisa Rabitti, che eletta la volta scorsa in pompa magna, ha lasciato il seggio e i suoi elettori, per la più importante e remunerata carica di Presidente delle Farmacie Comunali. Ora si ricandida e dice che, se eletta, il che è certo, trattandosi di un nome di peso, lascerà le Farmacie. Con questo smentendo le voci che circolavano tra i bar di Piazza Prampolini, che avesse appena rinnovato l’ufficio per prepararsi ad un nuovo mandato. Forte pure il nome di Matteo Iori, esponente del volontariato professionale, dirigente della cooperativa sociale Giovanni XXIII, che la scorsa elezione sostenne Vecchi con una lista civetta “Chiamate Reggio 0522” o qualcosa di simile, ma poiché chiamarono in pochi, il nostro non fu neppure eletto. Ora ci riprova, fresco della nomina da parte del sindaco, a presidente di E 35, una società farlocca in cui si mescola il solito melieu di politici e potentati locali. Infine l’architetto Corradi, il cui padre è Presidente di Acer (Case Popolari), ovviamente il giovanotto potrebbe essere un novello Calatrava, ma la coincidenza va segnalata. Speriamo che il padre gli porti fortuna, a livello nazionale per i padri non è un buon periodo, chiedere a Renzi, Boschi, Di Maio e Di Battista. Come si può notare la società ha promanato molte candidature vicine ai mondi da sempre controllati o legati al PD: tre provengono da cooperative sociali, due dall’Ospedale e due da realtà vicine, come Arcigay e Cna. Infine un candidato è stato promanato dall’istituzione nidi, dizione ambigua, ma che sospettiamo non trattarsi di una impresa confindustriale. Veri nomi forti sono ovviamente gli uscenti ricandidati, come Cantergiani e la notaia Manghi, renziana silente, non sappiamo se sofferente, già animatrice di Forza Italia. Del resto pure il vecchio Silvio dice che il suo erede vero è Matteo Renzi. Manca il candidato cutrese, le altre volte i cutresi spopolavano e raccoglievano messe di voti con l’ingegner Scarpino e il costruttore Olivo. Le candidature non si selezionano in base al censo o all’anagrafe, dice Vecchi. Si vede che i cutresi non promanano più dalla società, pazienza, la gratitudine non è di questo mondo.  Però pare che ne sia previsto uno nel giorno della civetta, pardon in una lista civetta.

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