Evviva la Rivoluzione!

guttuso-battaglia-di-garibaldiniL’autunno, in Italia, è caldo di default.

E quindi manifestazioni, cortei e scontri con la polizia. In passato era tutto chiaro, metà Paese con i dimostranti e metà con la polizia.

Oggi un po’ meno: la crisi morde e anche i ceti medi, che ancora non vanno in processione, pardon, in corteo sono molto vicini ai dimostranti e quasi quasi contro la polizia. In pratica vorrebbero serie garanzie che se vanno in corteo le forze dell’ordine avessero fiori e non manganelli.

È il brivido del vorrei e non vorrei, mi batte forte il cor. E intanto tutto va a puttane, perché i cortei fanno bene al sentimento e male ai costi (polizia, danni, ecc…) e poi non risolvono niente, se non il contentino con cui TUTTI si scaricano la coscienza, perché hanno fatto qualcosa che rassomiglia al LORO DOVERE.

Lasciatevelo dire, questa è roba da studenti medi, si va (o andava) a urlare la rabbia, o forse solo a far caciara, ci si ri-conosce e poi c’è il brivido dello scontro. Sarà solo verbale? Magari gli tiriamo qualche centesimo.

Oppure andiamo giù duri, perché ora si fa la rivoluzione e strasera una pizza a raccontare le mitiche gesta. E poi a casa non rompono neppure, anzi ci guardano con un misto di soddisfazione e invidia. Questa è la nostra rivoluzione. La revisione dell’appartenenza alla società progressista.

Come Guttuso nel ’68 alle manifestazioni studentesche con le scarpe di coccodrillo o le altre vestali in prima fila in pelliccia. A quei cortei la polizia non negava deviazioni al percorso e nessuno di loro è tornato a casa sgualcito. A cosa sono serviti? A regalarci quest’Italia.

Smettiamola di non pensare (gli slogan servono a quello). Smettiamola di sperare che una marchetta di mezza giornata sia il massimo che possiamo fare. Smettiamola di chiamare falsi profeti tutti quelli che hanno idee (condivisibili o no) proprie.

Smettiamola di dire che sono tutti ladri e che non possiamo fare niente. Smettiamola di pagare i conti di tutti (anche dei figli manifestanti) e borbottare sottovoce.

Smettiamola di credere nella luna e che qualcosa cambierà in meglio SENZA di noi. Difendiamo con impegno personale questo Stato (o quello che ci resta) oppure facciamo una rivoluzione. Non facciamola fare. Facciamola. 

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