Europei, un altro spettacolo truccato

blatterGoal non goal?

L’Inghilterra che recriminava al mondiale sudafricano per un evidente pallone oltre la linea non visto dagli arbitri, si è ritrovata a passare il turno nel girone europeo, dopo che all’Ucraina non è stato convalidato un goal analogo. Il destino dà, il destino toglie, verrebbe da dire.

Peccato che le cose non stiano esattamente così. L’Italia è stata più fortunata, il goal di Cassano è stato visto e convalidato. A dire il vero non deve essere così difficile, dato che lo ha visto anche Buffon dall’altro lato del campo, diversamente da quanto successe per il goal di Muntari che aveva sotto il naso.

Ma non c’erano i giudici di porta? Ecco, parliamo dei giudici di porta che sono la prova provata che i vari Blatter, Platini e tutto l’establishment del calcio non vuole bruciarsi i margini di manovra e potere. Hai il problema dei goal fantasma? O lo risolvi con i sensori, o decidi che non è un problema. Se metti il giudice di porta, significa che sei in malafede: vuoi proporre una soluzione di facciata, ma conservarti il margine per dare e togliere. L’Inghilterra aveva un credito e forse non è solo frutto del destino.

La moviola potrebbe essere introdotta domani. Ma cosa comporterebbe questa rivoluzione? La democratizzazione del calcio e il crollo del potere di questi parrucconi. L’estabilshment si fonda sul potere di condizionare le partite, di proporre mondiali scandalosi come quello sudcoreano, di tranciare violentemente l’Irlanda fuori da un mondiale con una vergognosa rete viziata dal palese fallo di mano di Henry perchè non si può evidentemente lasciare a casa una nazione come la Francia. La moviola semplicemente toglierebbe lo strumento di potere fondamentale: condizionare i risultati.

Comunque vadano gli europei, dovremo trarne una sola lezione. Siamo scimmie ammaestrate in uno show-business corrotto. Dovremmo boicottarlo? Forse sì.

Il calcio in fondo è solo un’industria, in Italia per anni è stata una delle principali. Quindi non stupiscono le dichiarazioni dell’ex calciatore Bravo, secondo cui il Parma pareggiò volontariamente con la Juve, concorrente diretta per lo scudetto a fine anni ’90. In quegli anni, il grande burattinaio Moggi decideva se potevi avere un ingaggio di serie A o no. Nessuno voleva mettersi contro di lui. Molti tifosi forse non vogliono riconoscerlo, ma il potere sconfinato di quest’uomo si può in qualche modo desumere da alcune intercettazioni, che, stando ai giornali di qualche anno fa, vedevano Ministri della Repubblica chiamare il dirigente per favorire la promozione di club di C, o in cui lo stesso chiedeva ad Ancelotti che calendario volesse per la Juventus o ancora il fatto riportato che mandasse carabinieri a fare da autisti per prostitute.

Non stupisce neanche che il rientrante Zeman proprio in questo periodo racconti di essere stato per anni ostracizzato dalla serie A. Lui che si era reso colpevole, da professore di educazione fisica, di denunciare crescite fisiche sospette di alcuni importanti calciatori. Ed è emblematico che uno straniero, boemo, si sia dovuto fare portabandiera di una battaglia ideale in una nazione a lui straniera e, ahinoi, assai corrotta. Ecco, a pensarci forse questa è l’unica bella notizia. Il professore è di nuovo su una panchina di serie A. E promette solo quello che ha sempre promesso: gioco.

E se perderà, come spesso ha fatto, credo che lo tiferò comunque. Ci restituisca solo il piacere del gioco, e non un entertainment farsa per scimmie ammaestrate.

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