Etruria, Renzi e la Boschi

 In questi giorni mi è apparsa la Boschi: sbucava da social, giornali e tv, con il sorriso dolce, gli occhi belli, anche se un po’ freddi e il corpo di una Venere botticelliana. Non sarà tutto esatto, ma le apparizioni si prendono come vengono. Insomma, come direbbe il Feltri-Crozza, la Boschi mi fa sangue. Sarà per  il contrasto tra la faccia angelica e le forme generose, sarà per gli stivali, fatto sta che siamo tutti pronti a perdonarle molto. Certo se non fosse una donna, non faremmo discorsi simili, ma siamo uomini e poi non sappiamo che discorsi fanno le donne sugli uomini. Insomma, la madonna di Laterina è passata dal Presepe al governo, come immagine simbolo del renzismo e nessun pubblicitario avrebbe potuto trovarne una migliore. Occorre poi dire che la nostra eroina è pure intelligente e di forte personalità, visto come tiene in riga gli uomini del cerchio magico a cominciare da Renzi, che per lei, solo per lei, si butta sul fuoco.  Ora la madonna toscana ha una certa tendenza alla severità verso gli altri, anche se donne: Cancellieri, De Girolamo, Guidi, si sono dimesse per aver confuso potere e famiglia. Per la nostra invece occuparsi di Banca Etruria, di cui il padre era consigliere, poi vice presidente e pure debitore, con le cooperative di cui era presidente, era del tutto normale. Probabile che sia vero, anzi siamo disposti a crederlo, ma un conto è parlare con Ghizzoni per chiedergli di valutare un salvataggio della banca, un altro parlare, senza titolo col controllore Vegas e lasciarci la sgradevole sensazione che sia un Weinstein nostrano, col quell’affermare che lui le aveva dato un appuntamento a casa sua alle 8 e che lei ha risposto che ci si incontrava  in Consob o a Montecitorio. Forse il nostro un po’ il fisico del molestatore americano lo ha, ma certe affermazioni sembrano cadute di stile. A meno che non si voglia pensare che il Presidente Consob preferisse controllare la Boschi, invece di Etruria. Vero che il fuoco, amico e nemico, si è concentrato sulla sottosegretaria, in fondo Etruria è una piccola Banca, ma non si può parlare come fa Renzi di arma di distrazione di massa. Infatti per Mps, scandalo di ben maggiori dimensioni, con in mezzo pure un morto, il colpevole è il Pd che nominava la maggioranza degli amministratori e di cui Renzi  consigliava l’acquisto, quando sembrava che la JP Morgan, con consulente Tony Blair, sembrava fosse un cavaliere bianco. Poi Renzi è il segretario del Pd e le eredità si accettano in toto o si rifiutano, lo prevede pure la legge.  Ferrara, Marche e Chieti erano Casse di Risparmio i cui consigli erano nominati da Fondazioni, in cui il potere politico giocava un ruolo forte e tutte le tre città e le tre regioni sono governate dal Pd. Restano le venete, con le quali comunque il padre della Boschi dialogava e dichiarava che avrebbe parlato, per la riforma, con la figlia e il premier. Un millantatore, possibile, certo la coppia regina del renzismo in quanto a padri è un po’ sfortunata. Resta poi quello stantio odore di massoneria, come dice De Bortoli, pure di una massoneria d’antan, come il Flavio Carboni, della P2, con cui si consultò il padre della madonna di Laterina. Direbbe Bersani:troppe cose in troppi pochi chilometri o almeno troppe cose opache, non consentite a chi predica il nuovo. In questo quadro la Boschi, fasciata nei sui splendidi abiti di Armani è inevitabilmente il bersaglio iconico, per chi vuole colpire il renzismo. Come direbbe il Feltri-Crozza: è fattuale e la madonna di Laterina può battersi come fa, ma non può fare miracoli.

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