Essere comunque nella storia

. ROMA 09 DICEMBRE 2007ASSEMBLEA DELLA SINISTRA E DEGLI ECOLOGISTINELLA FOTO PIETRO INGRAOFOTO RAVAGLI/INFOPHOTO (Credit: RAVAGLI/INFOPHOTO)

E’ morto, centenario, Pietro Ingrao e tutti ne scrivono. Grande rispetto per un uomo di grande dirittura morale. Ma di nessuna sapienza politica. Se sembro duro, seguitemi per un attimo:

  • ha approvato i carrarmati russi in Ungheria nel ’56

  • e anche quelli a Praga nel ’68

  • aveva ostacolato Amendola, che agli inizi degli anni ’60 suggeriva un nuovo partito, un po’ meno ortodosso e un po’ più europeo

  • votò per la cacciata del gruppo del manifesto (ed erano i suoi discepoli)

  • sopportò malissimo Berlinguer

  • e ancora meno Occhetto quando “mollò” il nome (PCI)

  • non ne seppe fare uno nuovo e si mise a fare il padre nobile di questo casino di Stato.

Ecco, ora possiamo piangere l’onestà del politico, ma la sua politica no, era un incrollabile fideista, che non si è mai messo in dubbio e con questo ha aiutato altri, magari anche malandrini, a bloccare la crescita di questo Paese, era uno dei tanti che predicava che venivano da lontano, dando poi fiato alla Chiesa, che poteva rivendicare di venire ancor più da lontano, una gara in cui si corre con la testa rivolta all’indietro e che termina inevitabilmente con capitomboli, in cui di solito sono gli altri che ci vanno di mezzo, ma i duri e puri, proprio in funzione della loro purezza, non capiscono, si rialzano e continuano come prima. Sì, certo in privato confessano i dubbi e ammettono, a mezza bocca, gli errori, ma pubblicamente mai, allora i seguaci, ignari, continuano a seguire e a farsi male tutte le volte che LUI cade.

Ora tutti decantano il grand’uomo, la schiena dritta, io preferirei che si parlasse anche dei suoi errori, almeno solo per salvare la schiena dritta,

ma questa è l’Italia e di un morto si usa solo dire che era tanto una brava persona…

 

 

 

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