Esportatori di democrazia

 Sto parlando di democrazia. Lo sport preferito degli americani é esportarla. I cinesi esportano merci, loro democrazia. Ma come molta merce cinese é difettosa, se non nociva. Mi veniva in mente leggendo quanto sta succedendo tra Trump e il suo “democratico”paese. Ci sono tre commissioni di inchesta sugli “aiuti” russi alla sua campagna elettorale. Due di queste tre (quelle di Camera e Senato) non contano niente, saranno oggetto di mediazioni politiche. Quella invece condotta da Mueller, che ha poteri di indagine anche sui giri di soldi e di affari tra la sua famiglia e russi vicini al potere politico, ecco di quella comincia  a preoccuparsi. Un paio di settimane fa ha fatto chiedere ai suoi avvocati se può concedere la grazia ai suoi famigliari e, in seconda battuta, se può “autograziarsi”. Lui e i suoi avvocati, a mio avviso, sono messi male, perché, se sulla prima domanda potrebbe esserci liceità, certamente scandalosa, sulla seconda é una comica. Infatti sinché non é condannato non può graziarsi e quando lo é neppure, proprio perché é condannato. Tardino ma ci sono arrivati e allora di questi tempi siamo alle “velate” minacce di rimuovere Mueller, ma a farlo dovrebbe essere un suo ministro, che nel frattempo ha dichiarato che lui della vicenda non se ne vuole occupare. Quindi il biondo strenuo difensore del diritto, minaccia di dimettere il ministro non totalmente azzerbinato, nominarne uno di suo comodo e bloccare l’indagatore. Tutto questo viene discusso su tutti i giornali del mondo, ma i supercattivi sono sempre Putin, Erdogan e Maduro. Che sono poi un trio di orridi figuri, ma che in sostanza fanno la stessa identica cosa del bietolone americano: si fanno i c…i propri alla faccia di leggi e costituzioni, ma almeno loro per farli devono modificare le loro leggi e le loro costituzioni. Lui no, é già tutto fatto e tutto scritto. Questa é la democrazia che noi abbiamo sostenuto con le nostre armi, i nostri soldi e  ancora oggi preferiamo attrezzi come il cioccolataio in Ucraina, piuttosto che un dialogo storico-politico chiaro con la Russia. E continuiamo a far finta che TUTTO il popolo venezuelano sia contro Maduro, come prima si diceva che era contro Chavez.ascoltiamo la grancassa e mai il violino. Siamo sordi alle idee differenti e ci facciamo forti dei titoloni. Tranne quando questi sono contro il vero baluardo della democrazia, gli USA. Dove di presidenti ne hanno ucciso 4 su 45 e dell’ultimo non sapremo mai chi fu e chi lo mandò. Ma non fa niente, loro hanno vinto le ultime due guerre mondiali alla maniera di Tacito (Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant  laddove fanno il deserto, lo chiamano pace) e noi grati per sempre anche contro l’evidenza della storia, dei nostri bisogni e, perché no, anche dei nostri diritti.

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