Esiste una sola emergenza: il fascio grillismo

 Al classico appuntamento di fine estate, quella che una volta era la festa dell’Unità, l’ex ministro Delrio ha dato voce al pensiero di tutta la sinistra. In Italia esiste un’ emergenza democratica, anzi l’emergenza democratica. Dopo la marcia su Roma del 4 aprile dei grillofascisti o fascioleghisti, gli esponenti del Pd chiamano alla Resistenza, anzi diremmo noi emiliani alla” resistensa”. Reduce dalle vacanze fuori dall’Italia, ho avuto un soprassalto, ho pensato che essendo parte dell’Italia che non  ha votato i grilloleghisti, la chiamata alle armi dei vari Calenda, Delrio e Renzi, riguardasse anche me, ma prima di partire per la Resistenza ho dovuto guardare se avevo qualcosa da mettermi, chessò un rolex come Gad Lerner, un abito di Brioni come gli esponenti della grande industria, una Ferrari come i grandi finanzieri o come Balotelli o un sito istagram ultravisto come molti artisti. Dato che il mio guardaroba era sfornito, mi sono chiesto perché dovevo arruolarmi, visto che giornalisti, magistrati, professori universitari, grand commis dello Stato, molto  engagè a sinistra, erano ancora tutti liberi, anzi impegnati ad occupare giornali e canali tv, mentre in Turchia Erdogan li aveva messi in galera. Poi ho pensato che non li avessero arrestati perché da noi mancano le carceri, infatti girano liberi anche stupratori e pedofili, per non parlare di spacciatori e ladri. Però anche i banchieri erano al loro posto e un colpo di Stato serio non lascia il controllo dell’economia nelle mani di gente legata all’opposizione, perfino Finmeccanica è ancora nelle mani di Profumo, uno che votava alle primarie del Pd, anche se per Rosy Bindi. Allora mi sono seduto e mi sono chiesto: non sarà che il Pd, non avendo uno straccio di idea, pardon di bandiera, ha tirato fuori dall’armadio il gonfalone decorato della Resistenza, dopo che in epoca renziana i partigiani dell’Anpi non venivano neppure invitati alle feste dell’Unità? Non erano i resistenti veri, quelli senza rolex, che venivano sbertucciati dalla Boschi, perché contrari alla riforma costituzionale renziana, che veniva applaudita dagli industriali, che, è vero, non avevano tutti il rolex, c’erano pure Patek Philippe, Vacheron e altre prestigiose marche,di Seiko non se ne vedevano molti. Non era lo stesso ministro Delrio ad accompagnare un Renzi trionfante a tenere un comizio pro riforma costituzionale, agli operai della Ferrarini, la cui Ad è vicepresidente di Confindustria? Oggi che quegli operai li vedrebbero molto volentieri, i nostri resistenti sono spariti. Prima della marcia giallo- verde, l’Italia era sotto il controllo assoluto del Pd: dal Presidente della Repubblica in giù, il Pd controllava tutto, eppure nessuno ha sentito il bisogno di tirare fuori dall’armadio il gonfalone della Resistenza, cosa è cambiato in questi tre mesi da giustificare un tale allarme democratico? Nulla. I nuovi governanti hanno inasprito la politica di Minniti sui migranti e fatto molto chiasso, dichiarazioni, tweet, insomma, chiacchiere. Cosa preoccupa allora l’establishment? Il voto degli italiani, così radicale che potrebbe spingere questi a far saltare il blocco di potere che frena questo Paese e lo porta alla morte, facendo emigrare gli italiani, oltre 5,5 milioni e illudendosi di sostituirli con immigrati,  senza le competenze e le intraprendenze di chi è stato costretto ad andarsene, perché stanco di un sistema relazionale, che “fotte” il merito e favorisce il clientelismo. I ricercatori se ne vanno perché l’Università italiana è pletorica e baronale, non perché c’è l’emergenza democratica. Anzi, sono i cantori della democrazia come i dirigenti del Pd, che “ chiagnono e fottono”, mentre gridano al fascismo avanzante, continuando a sistemare i loro amici. I poteri forti hanno paura e spingono il loro partito di riferimento, il Pd, alla lotta. Ora io non so se gli attuali governanti salveranno l’Italia,  personalmente ne dubito, ma sono lì da soli tre mesi. Di certo il ritorno al potere di questo Pd non è una soluzione e gli italiani questo lo hanno capito. Non sarà allora che il problema non è il fascismo, ma il voto degli italiani? I resistenti col rolex hanno sempre avuto un po’ di puzzetta sotto il naso.

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