Elezioni regionali

2013-05-28-51Elezionicomunali20131Passata la tempesta, odo la Lega e il Pd far festa, ma sarà vera festa? Certo la bufera è diventata tornado, quel dato del 37% dei votanti è clamoroso, vuol dire che sono restati a casa tutti. Destra, grillini, centro, sinistra. Bonaccini festeggerà avendo avuto il 18% dei voti degli aventi diritto, può fregarsene, questa è la democrazia, o può prendere atto che le Regioni, come sono ora, non interessano più a nessuno, troppo burocratiche, costose, inefficienti e clientelari. Dopo la tempesta, nulla è come prima; nascono due destre: una lepenista, incarnata da una Lega trionfante e da Fratelli d’Italia e una liberal popolare, ora molto sofferente, ma che non potrà non presentarsi alle prossime politiche. Due destre destinate a non comunicare, come accade in Francia, basta ricordare che una è contro l’Euro e l’altra a favore. Anche a sinistra la tempesta ha cambiato il paesaggio: in rapido declino i grillini, in quella grande astensione si annida l’elettorato potenziale di una nuova forza di sinistra, diciamo interpretata da Landini, una sinistra sindacale e radicale, sul modello della Linke tedesca, mentre il Pd diventerà sempre più socialdemocratico. Insomma quattro contenitori, che possono convivere a livello locale per convenienza e ipocrisia, ma non a livello nazionale. Allora va ancora bene l’idea di Renzi del premio al partito, visto che non funzioneranno le coalizioni? Sì, se si accetta che uno controlli tutto il potere con un quarto dei voti reali e che al ballottaggio possano vincere le “estreme”. Purtroppo oggi è difficile coniugare governabilità e rappresentanza. Consigli non richiesti a chi ha perduto le elezioni: Forza Italia, l’accanimento di Berlusconi la porterà alla scomparsa, impedendo la nascita del contenitore liberal popolare. Ncd-Udc, sono già scomparsi, soprattutto è scomparsa una classe politica troppo vecchia e gattopardesca, basta Casini in tutti i sensi. 5 Stelle, la rissosità abbinata all’irrilevanza politica li porterà a morire, chiusi tra l’incudine di Salvini e il martello di Landini. E Renzi? In questo quadro non ha avversari politici, ma la lunga crisi economica è il suo vero avversario, come lo fu per Zapatero in Spagna, oggi il malcontento si è rifugiato nel non voto, domani potrebbe premiare le estreme. Io non uso Twitter, ma se fossi in lui, non starei sereno.

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