Elezioni, Firme e Giustizia

Da qualche tempo, dei cittadini reggiani ricevono una lettera dalla Procura della Repubblica che notifica loro di aver firmato alle passate amministrative per due liste diverse,. La cosa non lecita costituisce un reato, cancellabile con il pagamento di 200 euro e con una interdizione dai pubblici uffici. Supponiamo sia un cartellino giallo con cui non puoi partecipare ad un concorso pubblico, infatti per quello occorre il cartellino, ormai rosso stinto, d’iscrizione al Pd. A denunciare i circa quattrocento cittadini per avere firmato due volte, sono stati i solerti uffici del Comune capoluogo, in seguito all’accertamento sulla regolarità delle firme raccolte dalle varie liste. Iniziative così rigorose il Comune non ne aveva mai prese, di norma,applicando la legge, si considera buona la firma per la prima lista presentata e viene cancellata quella per la seconda, il Tribunale si è mosso di conseguenza. Tanta severità merita di essere segnalata e porta ad alcune considerazioni: è vero che la legge non ammette ignoranza, ma questo errore non ha danneggiato nessuno, come sopra scritto la firma viene conteggiata una volta. Poi sarebbe strano se le doppie firme fossero tutte solo delle liste di opposizione e non ve ne fosse neppure una doppia nelle ben sette liste che appoggiarono il sindaco Vecchi. Trasparenza e rispetto della democrazia vorrebbero che il controllo venisse rifatto sotto gli occhi di tutte le forze politiche, non crediamo sia così, ma il sindaco deve garantire la trasparenza. Infine la magistratura è stata solerte, ci chiediamo però come sia possibile che il Comune di Brescello sia stato sciolto per mafia e non esista tra gli amministratori ed i funzionari un indagato per reati connessi. Per non parlare del processo Aemilia, cento indagati, tra cui esponenti delle forze dell’ordine e in Comune erano tutti all’oscuro? Chi ha dato le concessioni edilizie? Chi i subappalti? Ci accontenteremmo di sapere i nomi, anche se pare che tutti abbiano agito a “loro insaputa”. Ora se si è severi e noi siamo d’accordo, allora bisogna esserlo per tutto e per tutti, per le coop che falliscono, magari si potrebbero verificare le ipotesi di falso in bilancio, molto citato dalla sinistra, oppure nelle coop sociali si potrebbero verificare le condizioni in cui vengono tenuti i profughi. Gli alti utili ci dicono o che lo Stato paga troppo o che i gestori danno poco. Non serve la magistratura, bastano i vigili e l’ Asl. E’ ora che usciamo da questa ragnatela soffocante d’ interessi e di potenziali conflitti d’ interesse, ad esempio delle coop sociali, che hanno assessori o promuovono liste di sostegno, per carità nulla di illecito, ma molto di opaco. Poi siamo un po’ stufi di sentire la favola di una Città perfetta, non esistono Città senza reati, semmai senza indagini. Si è cominciato dalle doppie firme per la prima volta nella storia, allora non ci si può fermare davanti a nulla, ad esempio ai prestiti soci non restituiti dalle coop, agli artigiani non pagati e fatti fallire e soprattutto non possono esistere figli e figliastri.

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