Elezioni a Reggio Emilia

Per la prima volta a Reggio la sinistra va al ballottaggio, anche se con numeri migliori del previsto. Vecchi infatti si è fermato al 49, 1% ad un passo dal traguardo, la qualcosa ha seminato più delusioni che entusiasmi. Delusi i suoi avversari che si aspettavano si fermasse ad una soglia più bassa, come avevano lasciato intendere anche le proiezioni della Rai, che lo davano al 47%. Deluso lo stesso Vecchi, fermatosi ad un passo dal traguardo e deluso pure il Pd, soprattutto per aver visto, nel frattempo, il sindaco uscente di Modena, che partiva da una condizione più difficile, scollinare agevolmente il 54% dei voti. Il che testimonia di una oggettiva debolezza del candidato, in genere i sindaci uscenti fanno faville al secondo mandato, sia in contesti più facili, come Nardella a Firenze, sia in quelli più difficili, come Gori a Bergamo.  Anche se occorre dire che Vecchi ha superato la percentuale presa alle Europee dai partiti che lo sostenevano di circa 3000 voti, grazie anche alla pletora di liste civetta messe in campo con molta abilità. Resta il danno d’immagine di andare al ballottaggio, per la prima volta, anche se da condizioni di evidente vantaggio. Venuto in gran parte meno il voto cutrese, il Pd ha messo a frutto le relazioni con le comunità degli italiani di origine straniera, un campo dove solo la Rubertelli si è affacciata e che sarà un futuro granaio per il Pd, soprattutto a livello locale. Il suo avversario, Roberto Salati infatti, è riuscito a prendere ben il 7% in meno dei voti presi alle europee dai partiti che lo sostenevano, il 28% contro il 35%. Il centrodestra reggiano ha rivelato tutta la sua fragilità, perdendo in modo pesante quasi tutti i Comuni della provincia, anche quelli dove aveva stravinto alle europee, segno dell’assenza di una radicata dirigenza locale. Del resto la classe dirigente fornita per anni da Forza Italia, era scomparsa con l’evaporazione di quel partito, che era stato per decenni la guida e la colonna portante della coalizione, mentre la Lega ha preso i voti, ma si è trovata sprovvista di classe dirigente. I numeri lo testimoniano: la Lega passa dal 3,5% del 2014 al 26% delle europee, per poi scendere a poco più del 21% delle comunali, mentre Forza Italia arretra dal 10% del 2014, al 5% delle europee, fino a poco più del 3,80% delle comunali. Fratelli d’Italia supera la soglia del 3% di poco, ma ha dimostrato di avere alcuni candidati giovani, che potranno darle qualche soddisfazione in futuro. Nel centrodestra, dominato dalla Lega, ci si è affidati ai miracoli di Salvini, senza curare soprattutto in periferia, candidati e liste, così abbiamo visto Comuni in cui la Lega aveva preso da sola più del 40%, vinti da sindaci del Pd col 64%. Per tacere di quelli Baiso e Campagnola, in cui non si è proprio presentata la lista di destra. Molto negativo il voto dei 5 Stelle: 14,11 alle europee e solo 14,71 alle comunali, nonostante una candidata preparata e una lista più ricca di personalità della tornata precedente. Un brutto risultato, anche perché inferiore di circa tre punti rispetto alle comunali precedenti. Per loro, più che per altri, ha pesato la vertiginosa caduta del partito nazionale. Molto buono il risultato di Alleanza Civica, poco oltre il 5% come lista e della sua candidata Cinzia Rubertelli, al 5,5%. Non era semplice farsi largo in mezzo a partiti che in ogni caso si giovavano del traino nazionale. Grazie anche ad una lista di candidati che si sono ben comportati, oggi Alleanza Civica è la quarta forza politica della nostra Città, davanti a partiti come Forza Italia, Fratelli d’Italia, più Europa e altri. Soprattutto ha dimostrato di essere in grado di tenere insieme esperienze e persone diverse e di riuscire a crescere di 2 punti rispetto al 3,3% delle precedenti elezioni. Se non fosse una forzatura, si potrebbe dire che è nato un raggruppamento moderato, che ha una leader e un gruppo di persone che potrebbero ancora farlo crescere, fino a giocare un ruolo non marginale, in quelle che si annunciano le elezioni regionali più incerte di sempre. Difficilmente Salati riuscirà a battere Vecchi al secondo turno, anzi dovrà cercare di evitare una sconfitta di larga misura, per vincere dovrebbe fare politica, una cosa che non gli riesce bene, cercando accordi con i 5 Stelle e Alleanza civica. Per ora si è limitato a quelle che si chiamano “mozioni degli affetti”.  Reggio però, più che antifascista è ormai una Città conservatrice, mediamente benestante e un po’ anziana e ha già dimostrato di preferire un sindaco magari modesto e poco trasparente, ma da cui non ci aspettano sorprese, ad uno di cui non si conosce alcuna competenza o esperienza politica. Anche se temiamo che questa continuità ci porti ad un lento declino. Pure se non ci piace, la volontà degli elettori è sacra: a differenza degli pseudo intellettuali progressisti, credo che il popolo abbia sempre ragione e che le vittorie della sinistra a Reggio siano anche figlie delle incapacità dei suoi avversari. Questa volta potevano essere inclusivi e non identitari, stavano pure al governo assieme. Se come temo, finirà con la vittoria della sinistra, potranno sempre consolarsi litigando un po’ di più.

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