Economisti? No fischioni!

fischione2 Tutte le volte che qualche politico italiano parla di economia, a me cascano le braccia. Si dibattono tra i numeri e le idee come se fossero in mezzo ai marosi e per questo vanno a fondo, affogano, gorgogliando stupidaggini. Vanno cianciando di ricette per ripresa economica, salvaguardia delle piccole e medie imprese, difesa dei posti di lavoro, non tagli. Seguono insomma la ricetta del politico di Albanese : chiù pilu per tutti. Almeno per loro, gli altri, i loro non compagni, si fottano. E così troviamo la Polverini che dalla gestione allegra della Regione Lazio, passa al necessario e serio controllo della spesa pubblica e Grillo che non sa dove il governo troverà gli ottanta euro al mese per pochi, ma saprebbe dove trovarne mille per molti.

A questi strani, nel senso di Verdone :  famolo strano, si aggiungono i giornalisti, meglio i notisti politici o le” tacchettate” rifatte del pomeriggio, tutti hanno un amico, un illustre, un portinaio con la ricetta giusta, meglio se poi gli ospiti litigano e ci scappa la rissa. Eppure nei numeri ufficiali ci sono molte realtà, basta leggerle, o meglio volerle leggerle. Se un’azienda chiude, di solito riaprirla sono tempo e denaro persi, se le aziende chiudono, ci sarà più cassa integrazione e meno PIL. E da qui bisogna partire. La CIG, come è, al massimo fa vendere divani, consumati da chi sta a casa. Se si facessero lavori straordinari di manutenzione (manodopera a costo zero se sono cassintegrati o al massimo a costo del ripristino dello stipendio pieno) aumenterebbe il PIL, aumenterebbero le competenze e nascerebbero nuovi potenziali posti di lavoro.

Se i cassintegrati integrassero la pulizia delle città, l’apertura dei musei e anzi si aprissero quei siti chiusi per mancanza di personale, allora forse aumenterebbero i turisti, interni ed esterni,  i consumi e quindi il PIL. Questo per il risvolto economico, sul fronte culturale, i giovani sarebbero invogliati ad imparare le lingue, a rapportarsi con realtà diverse e scoprirebbero ad esempio che le donne possono diventare ricche non soltanto mercificandosi, saprebbero che la sesta donna più ricca del mondo è una cinese di 35 anni, nata povera e senza nessun Tycoon alle spalle (che già a dirlo suona male). Ma queste sono le ricette della nonna, un po’ come quei rimedi sbeffeggiati e poi riscoperti, infiocchettati e rivenduti ai gonzi. E in TV vedremmo sempre meno cosce e addominali, ma idee, proposte di start up e voglia di fare. Diciamo la verità: oggi come oggi i soli soldi disponibili sono quelli che troviamo per la CIG ordinaria e straordinaria (siamo a 100.000.000 milioni di ore al mese), non averle utilizzate sino a qui squalifica tutti quelli che contano qualcosa in Parlamento, nel sindacato e nella pubblica amministrazione, ma siccome non li possiamo “vaporizzare”, possiamo almeno pretendere che la piantino di gettare al vento i nostri quattrini, tutti i nostri quattrini. Ora si parla di  una tantum, ma direi meglio, una fra le tante, sui conti correnti.

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